MotoGP Spagna, Marquez commenta il ritorno alla curva dell'infortunio

MotoGP Spagna, Marquez commenta il ritorno alla curva dell'infortunio

l pilota spagnolo è tornato a Jerez dove lo scorso anno è caduto infortunandosi: “Non mi ha fatto paura affrontare la curva 3, ma c'ho pensato un attimo. Le situazioni vanno affrontate, non dobbiamo lasciarci spaventare”

Marc Marquez è sceso in pista sul luogo del “misfatto”: quello che lo scorso anno lo ha visto protagonista di una caduta che gli ha procurato uno stop forzato di 9 mesi. Ma cosa avrà pensato Marc quando oggi nelle FP1 si è trovato a dover affrontare la curva “maledetta”? “Non nego che per un attimo quando sono passato di lì c'ho pensato - ha detto - ma poi ho spinto come sempre. Le paure non possono impedirci di fare le cose, dobbiamo affrontarle”.

“Le paure vanno vinte”


La prima giornata di prove libere, a relegato Marquez in 16esima posizione, nonostante questa mattina nella FP1 sia riuscito a chiudere con il terzo miglior tempo. Un inizio di weekend tra alti e bassi, ma più di tutti c'è da dire che lo spagnolo sia tornato sul tracciato che lo scorso anno gli ha procurato la frattura dell'omero: “Nelle FP1, specialmente alla curva tre e alla curva quattro - ha esordito Marquez - sono i punti in cui la Honda è molto veloce. Sono curve che amo, e come sempre passando di lì ho guidato in modo normale. Anzi, sono stato, tra i piloti Honda, il più veloce ad affrontare il settore T1, ovvero quello relativo a queste due curve. A livello mentale, quindi, posso dire che non sia cambiato niente”. Una mentalità, quella di Marquez, che colpisce, anche se lo spagnolo ammette: “Nel primo giro c'ho pensato, ma non dobbiamo essere spaventati dalle situazioni, dobbiamo affrontarle”.

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“Più giri faccio più il braccio si affatica”


Ecco che lo spagnolo ha poi analizzato la prima giornata a Jerez: “Oggi sia nelle FP1 che nelle FP2 sono stato concentrato sull'evoluzione del mio corpo - ha spiegato -. Nelle FP1 mi sono sentito “ok”, ma poi nelle FP2 ho subito sentito che qualcosa era cambiato. Nelle FP1 sono stato in grado di guidare come volevo, appoggiando il gomito a terra, mentre nelle FP2 no. Questo perchè più giri faccio più il mio braccio destro si affatica, sento mancanza di forza specialmente al tricipite e alla spalla e la posizione del gomito cambia. Ci vorrà tempo per riacquistare forza, in ogni caso dove posso spingere spingo. Oggi il mio approccio è stato completamente diverso rispetto a quello di Portimao. Oggi mi sono sentito a posto, ho spinto in qualche giro e non ho invece spinto con le gomme nuove perchè stressavo di più il fisico. Quando mi sono fermato al box dopo le FP2 ho fatto un “check” e mi sono detto che alcuni problemi che avevo sulla moto erano dovuti alla mia posizione sulla moto. Dovrò migliorare”.

La strategia per il weekend


Quale è, quindi, la strategia del pilota Honda per questo weekend? “Ho parlato con Alberto Puig, con Santi Hernandez ed Emilio Alzamora – ha concluso - e la strategia è una: quando non mi sento bene devo cercare di risparmiare energie. In giornate come quella di domani ci sarà da spingere di più, ci sarà da capire meglio la moto e poi vediamo. Se domani non mi alzerò con troppo dolore al braccio spingerò, altrimenti cercherò di spingere di più domenica. Cercheremo di arrivare alla gara con ancora più energia rispetto a Portimao per cercare di guidare ancora meglio”.

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