Si potrebbe immaginare un Marc Marquez deluso dopo il nono posto di oggi, in virtù anche della settima piazza ottenuta nella gara di rientro a Portimao, invece no. Lo spagnolo parla infatti con il sorriso della sua domenica andalusa, principalmente grazie ai passi avanti compiuti dal punto di vista fisico, che gli permettono di ben sperare per il futuro.

“Il risultato di oggi non è certo quello a cui aspiro ma sono comunque contento, perché mi sono sentito meglio in sella. Fisicamente - spiega - ho sofferto molto meno rispetto a Portimao, e gli unici problemi avuti sono stati dovuti alle cadute del weekend. Partire 14° ovviamente non mi ha aiutato, ma come avevo detto ho cercato di essere sempre più veloce giro dopo giro: ad un certo punto ero tra i più veloci, ma poi ho capito che il fisico avrebbe faticato a reggere quel ritmo, così negli ultimi giri mi sono rilassato. Un altro aspetto positivo del weekend è che ho potuto davvero lavorare sulla moto, per capire dove migliorare”.

La possibilità di lavorare sulla moto, unitamente a quella di poter seguire sia i propri compagni di marca che i portacolori della altre case, ha permesso a Marc di trarre le sue prime conclusioni circa la Honda 2021. Queste potrebbero essere utili domani, quando (fisico permettendo) il 93 scenderà nuovamente in pista per i test.

“Oggi ho potuto seguire sia i miei compagni di marca che Johann (Zarco ndr), ed ho capito che le Honda perdono soprattutto a centro curva ed in uscita. Dobbiamo quindi capire il motivo, analizzando tutti i dati senza perdere la retta via: se domani mi alzerò dal letto in buona condizione farò alcuni giri, per provare le cose più importanti”.

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Durante la gara odierna l’otto volte Campione del Mondo ha potuto anche capire quanto sia difficile attualmente superare, specialmente se si duella con una Ducati.

“Oggi ho capito che con le ultime innovazioni tecniche è molto difficile superare, dato che tutte le moto vanno davvero veloci: l’esempio principale l’ho avuto con Zarco, che essendo molto rapido sul dritto era quasi inattaccabile. Devi trovare dei modi e delle parti del circuito nuove per passare, il che potrebbe non essere un bene per lo spettacolo, ma dall’altro lato quest’ultimo è agevolato dal fatto che i distacchi tra i piloti e le moto sono molto ridotti”.

Messe da parte le scoperte odierne, è tempo di pensare al futuro. Al di là dei test infatti si può iniziare a pensare a Le Mans, ma senza esagerare in quanto a sforzo fisico.

“Tralasciando i test di domani non credo guiderò ancora prima di Le Mans. Mercoledì ho un controllo medico, per capire se potrò o meno aumentare il carico di lavoro a casa. In ogni caso sono contento dei miglioramenti compiuti in questo weekend, quindi sono sereno”.

In conclusione Marc dice un’altra volta la sua sulla questione sicurezza, scagionando in parte il tracciato di Jerez ma puntando il dito sul progresso tecnologico in continuo svolgimento.

“Ogni anno le moto sono più veloci, ed è normale che le case lavorino per migliorare le proprie prestazioni. In questo modo però le vie di fuga dei circuiti iniziano a diventare sempre più piccole: comprendo tutti i progressi tecnologici delle case, ma i piloti dovrebbero far notare il fatto che non necessitano per forza di toccare i 360 km/h sul rettilineo del Qatar. Il punto è che se continueremo in questo modo tutte le pista avranno vie di fuga insufficienti”.

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