Non è un gran momento quello che sta vivendo Alex Rins. Dopo aver gettato alle ortiche il GP del Portogallo, mentre si trovava a lottare per il podio, il pilota della Suzuki è incappato in un'altra scivolata nel corso del terzo giro di gara, che lo ha relegato in una mesta 20esima posizione nel GP di Spagna, vinto dalla Ducati di Jack Miller.

Un doppio zero che pesa come un macigno per Rins, che dopo quattro gare si ritrova con un misero bottino di 23 punti nella classifica piloti. Non certo quello che ci si sarebbe aspettato dal compagno di squadra del Campione del Mondo 2020.

La dinamica della scivolata


"La caduta di oggi è stata un peccato, davvero una sfortuna - ha spiegato Alex a fine gara - C'è un dosso in quella curva e normalmente non è un problema, ma con il serbatoio della benzina pieno l'ho avvertito parecchio, il posteriore si è scomposto, ho lasciato i freni, frenato di nuovo, e sono andato largo. Lì è dove ho perso l'anteriore, sullo sporco fuori dalla traiettoria".

Alex non getta la spugna


Un inconveniente che ha completamente rovinato la gara del catalano, che prima della caduta si trovava a battagliare per la sesta piazza, con il compagno di box Joan Mir. Nonostante una Suzuki non più al 100%, infatti, Rins ha ripreso la via della pista, ma si è dovuto accontentare di portare a casa dati utili per la squadra.

"Sebbene avessi perso parte dell'aerodinamica, sono tornato in pista - ha raccontato -. Avevo un buon passo e mi sentivo molto bene. Ero più veloce del gruppo di testa. Sono davvero dispiaciuto per tutto il team che, come al solito, ha lavorato molto duramente".

Nonostante la strada tutta in salita, il pilota Suzuki guarda con fiducia ai prossimi appuntamenti in calendario, con la speranza di non essere chiamato ad altre rimonte. "Continueremo a lavorare per le prossime gare, dove spero di qualificarmi molto meglio, in maniera tale da essere davanti e restarci".

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