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Nove mesi rappresentano il periodo trascorso tra l’incidente di Marc Marquez nel GP Spagna - con la frattura dell’omero destro - e il suo ritorno in pista nel GP Portogallo a Portimao, chiuso al settimo posto. Un tempo che a Marc, operato tre volte al braccio, è sembrato un’eternità, ma a livello sportivo ha rappresentato una parentesi inferiore: si parla di nove mesi, certo, ma all’interno di una carriera che nel Mondiale è al suo 14° anno, e che certamente non appare vicina all’epilogo.

Eppure esiste un punto che ha fatto pensare a Marquez di essere rimasto fuori per un periodo lunghissimo. Rispetto a quando si era infortunato, l’odierna lista dei top rider della MotoGP è cambiata in modo sensibile, e il ritorno di Marc in pista è stato come l’ingresso in un nuovo Mondo.

MotoGP Spagna, Marquez: “Starò a casa quando non sarò più competitivo”

Un mondo al contrario


Per capirlo, serve tornare al 2019, l’ultima stagione completa del catalano della Honda, da 12 vittorie, sei secondi posti e uno “zero” nella cavalcata verso il sesto titolo in MotoGP: i rivali erano Andrea Dovizioso, vice campione per la terza volta, il proprio compagno di team in HRC, Jorge Lorenzo, e ancora Valentino Rossi e Cal Crutchlow. Piloti tutti più anziani di Marquez - dai 14 anni in più di Rossi ai sei di Lorenzo - che Marc ha studiato nei punti forti e deboli, e dai quali ha imparato. Nove mesi dopo Jerez, al rientro dopo il calvario Marc si è ritrovato in una MotoGP con equilibri decisamente mutati.

I piloti che hanno comandato in sua assenza - in un 2020 con nove vincitori differenti in 14 GP - e che oggi sono ambiziosi, erano soprattutto figure di secondo piano in quel 2019. Non erano quindi nella lista dei piloti che Marquez teneva d’occhio, e soprattutto sono tutti più giovani del pilota della Honda, una novità quasi sconvolgente per Marc, abituato a confrontarsi con rivali più anziani. E invece ora è lui a recitare la parte del pilota esperto contro antagonisti irriverenti e arrembanti.

Oggi Joan Mir è campione del Mondo in carica, due anni fa era un rookie, e da debuttante non era stato nemmeno esplosivo come Fabio Quartararo, salito nello stesso momento in MotoGP. E pure in un 2019 da protagonista, nei duelli con Marquez il francese finiva per essere il topo mangiato dal gatto. Lo stesso Pecco Bagnaia, oggi in testa al Mondiale, nel 2019 era un rookie, reduce dal titolo della Moto2, ma il suo primo anno nella classe regina non era stato indimenticabile. Il suo predecessore nell’albo d’oro della classe di mezzo, Franco Morbidelli, nel 2019 era ancora alle prese con le difficoltà dell’apprendistato in MotoGP, e Brad Binder, che a Portimao è stato 5°, preceduto dai piloti sopra citati, nel 2019 era in Moto2. All’improvviso Marquez si è ritrovato di fronte a un’altra MotoGP, con “nuove persone” là davanti. E si tratta dei piloti che con ogni probabilità saranno i suoi rivali quando tornerà al 100% della condizione.

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