Mentre le prestazioni di Aleix Espargaro in sella alla RS-GP sono sulla bocca di tutti, grazie all’evidente passo in avanti compiuto dalla moto di Noale, dall’altra parte del box Aprilia troviamo un Lorenzo Savadori alle prese con una categoria - la MotoGP - tutta nuova e non facile da imparare.

Dopo aver ben figurato tra le derivate di serie - ricordiamo i successi nella Superstock 1000 FIM Cup 2015 e nel CIV Superbike 2020 - l'anno scorso il cesenate si è ritrovato davanti alla grande occasione rappresentata dalla MotoGP. Prima da collaudatore, poi da titolare nelle ultime tre gare del 2020 al posto di Bradley Smith, che gli hanno permesso di ottenere la riconferma per il 2021.

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I numeri dei primi 4 GP


L’inizio della prima annata completa da pilota ufficiale non è stato per niente semplice, a causa di un infortunio alla spalla riportato in allenamento, che ha limitato la resistenza fisica del numero 32. Il portacolori Aprilia ha esordito ottenendo un 19esimo posto nel primo round del Qatar a +46"346 dal vincitore Maverick Vinales, riducendo il distacco dalla vetta nel secondo GP qatariota a +38"775 (20esimo all'arrivo).

In Portogallo il weekend migliore


Dal GP Portogallo Savadori ha iniziato a intravedere una luce in fondo al tunnel: a Portimao l’italiano ha colto i suoi primi punti iridati con un 14esimo posto favorito dalle tante cadute, mantenendo il distacco dal vincitore (Fabio Quartararo) a +38"941. Situazione simile a Jerez, dove i secondi accusati da Jack Miller sono diminuiti ancora (+37"912) ma a degradare è stata la posizione finale, la 19esima, in una gara resa complicata da un inconveniente tecnico. In Spagna, infatti, Savadori ha dovuto convivere con un problema di pressione alla gomma anteriore che lo ha costretto a rallentare nella prima parte della corsa. 

Anche in qualifica Savadori è riuscito a ridurre progressivamente il suo distacco, passando dai +1"606 accusati dal poleman del Qatar, Francesco Bagnaia, fino ai +1"409 di Jerez, dove ha mostrato lampi interessanti nelle prove libere. Il distacco più basso si è verificato, anche stavolta, a Portimao, a +1"191 da Fabio Quartararo.

Una distanza dalla vetta non enorme, ma complicata da ricucire in una classe regina mai così compatta e competitiva. Senza dimenticare il naturale adattamento necessario a Savadori per imparare una categoria dove si corre con prototipi dotati di freni, motore ed elettronica completamente differenti rispetto a quelli utilizzati tra le derivate di serie.

Alla luce di questi brevi numeri snocciolati in poche righe, e visto il passato del buon Sava, ci pare evidente il talento di cui è dotato il 28enne. Urgono tempo e pazienza, per dar tempo a Savadori di ritornare al 100% della condizione fisica e trovare il feeling con la categoria. I piloti davanti, in primis gli alfieri KTM Tech 3, sono tutt’altro che lontani.

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