5516. Non è un numero qualsiasi, bensì quello dei giorni trascorsi tra la penultima vittoria Ducati a Jerez, griffata Loris Capirossi nel 2006, e l’ultima di Jack Miller datata domenica scorsa. In mezzo vi è gran parte della storia in MotoGP della casa di Borgo Panigale, da anni tra le marche leader di categoria ma con un solo titolo mondiale in bacheca, che in Andalusia potrebbe aver sconfitto uno dei suoi mostri finali.

Per capirlo basta rileggere il numero di giorni trascorsi tra una vittoria e l’altra, segno inequivocabile di come Jerez fosse (e forse è) una pista da sempre maldigerita dalla Ducati. I motivi sono molteplici, a cominciare da un layout della pista che permette poco o nulla di sprigionare tutti i cavalli a disposizione della Desmosedici, ma come detto questo problema pare risolto. O meglio, potrebbe.

Perché crederci: un weekend solido dal finale dolcissimo


La vittoria di Jack Miller ed il secondo posto di Pecco Bagnaia sono stati senza dubbio i risultati da copertina, ma i motivi per sorridere a Borgo Panigale non si fermano qui. Le Ducati infatti si sono mostrate rapide sia sul passo, come testimonia in primis la gara di Miller, che sul singolo giro, come conferma il solo decimo incassato dallo stesso Miller in qualifica. Segni inequivocabili che il divario con Yamaha (in piste come Jerez) è diminuito.

Del resto lo ha ribadito Bagnaia al termine dei test che la Desmosedici è una moto sempre più docile, alla quale non manca essenzialmente nulla. “Riesco a guidare bene - ha confermato Pecco - ed ho grande confidenza con l’anteriore. I nostri punti forti sono la velocità massimo, la stabilità e la frenata, mentre l’unico difetto è una leggera mancanza di trazione”.Tanti punti forti e pochi deboli quindi, che hanno permesso a Miller di conquistare la sua prima vittoria in MotoGP in condizioni “normali”.

Perché restare in guardia: il fattore Quartararo


Non è però tutto oro quello che luccica, ed occorre valutare tutte le variabili che hanno condizionato la gara di domenica, prima fra tutte quella legata a Fabio Quartararo. A circa metà gara (giro 13) infatti il francese aveva collezionato un vantaggio di circa un secondo e mezzo (+1.427) su Miller, e sembrava poter agilmente fuggire verso la terza vittoria consecutiva. Poi come sappiamo il fisico ha tradito il francese, con le conseguenza viste e raccontante.

Se Fabio avesse vinto oggi staremmo probabilmente parlando di tutto un altro weekend, o perlomeno non ci sentiremmo di dire che Ducati ha finalmente sconfitto Jerez. Questo anche per ragioni di classifica, dato che Quartararo avrebbe continuato a guidare la classifica con 86 punti, contro i 62 di Bagnaia (in caso di 3° posto) ed i 34 di Miller (ipoteticamente 2°). Una situazione che difficilmente avrebbe regalato dei sorrisi al box in rosso, ma che comunque come sappiamo non si è realizzata.

Alla luce di tutto questo è dunque difficile stabilire se Ducati abbia realmente compiuto quel passo avanti decisivo che permette ai suoi piloti di essere rapidi anche in piste ostiche come Jerez, ma i fatti possono senza dubbio lasciar ben sperare tutti i tifosi ducatisti. Quest’ultimi infatti possono gustarsi un loro beniamino in cima alla classifica, e soprattutto tre gare (Mugello e Barcellona in primis) dove difficilmente le Desmosedici deluderanno. Appuntamento a Le Mans quindi, per un nuovo capitolo della storia.

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