L'inizio di stagione di Jack Miller è stato estremamente duro, con due noni posti in Qatar, l'operazione al braccio e l'incidente di Portimao pochi giorni dopo in cui si sono anche tolti i punti all'avambraccio. La svolta è finalmente arrivata a Jerez, dove ha conquistato una grande vittoria che è stata una vera e propria liberazione per il forte pilota australiano, come hanno dimostrato le sue lacrime una volta arrivato al parco chiuso.

"Il sollievo che mi ha dato questa vittoria è stato enorme. E' stata una montagna russa di emozioni e, nel giro di rientro, sono passato dall'essere totalmene incredulo ad urlare e piangere dentro al casco. Ho provato a trattenermi, ma non ci sono riuscito", spiega Jack ai colleghi di Speedweek.

MotoGP: Jack Miller in pista ad Aragon con la Panigale V4-S

"La telefonata di Lucy mi ha cambiato"


La famiglia Crutchlow ha avuto un ruolo fondamentale in questa rinascita di Miller, che ha trovato in Lucy, moglie di Cal, un nuovo life coach: "Ho ricevuto una sua telefonata durante la settimana, in cui mi ha detto che sono forte, che ce la posso fare e che non mi devo abbattere. L'ha detto in maniera aggressiva e domenica ha ribadito il tutto con un messaggio. E' bello sentire certe cose e non posso far altro che ringraziarla".

"Ho avuto molti dubbi in queste settimane, perchè la gente si dimentica in fretta di ciò che fai, ricordandosi solo le cose negative. Lucy e Cal sono sempre stati dalla mia parte e se ora sono qui, lo devo anche a loro. Cal, però, non è gentile come sua moglie...", conclude scherzando il pilota ufficiale Ducati.