Jorge Lorenzo è ormai perfettamente calato nel ruolo di youtuber e pubblica con cadenza settimanale una puntata della sua rubrica chiamata 99seconds. Il tema dell'ultimo episodio è Le Mans, circuito che ospiterà il prossimo round della MotoGP: il maiorchino conserva bei ricordi della pista francese, sia nelle classi leggere che in top class.

Jorge si è soffermato a parlare dell'edizione 2010 del Gran Premio, vinta sconfiggendo il compagno-rivale Valentino Rossi.

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I movimenti di mercato 


In quel momento, Valentino e Jorge si stavano giocando il Mondiale, mentre le discussioni di mercato con la Casa di Iwata andavano avanti. "In quella fase, era normale che iniziassero i movimenti di mercato e Valentino Rossi aveva chiaramente detto alla Yamaha: ‘O me o Lorenzo’", racconta Jorge. "Ma i vertici della casa di Iwata risposero dicendosi felici di continuare insieme se Rossi lo avesse desiderato, ma che non avrebbero fatto a meno di me. Valentino ci rimase male, lo vedeva come un tradimento dopo tutto quello che aveva fatto e vinto per la Yamaha”.

La vittoria e la gag a fine gara


Lorenzo passa poi a parlare di quel weekend: “Rossi mi arrivò davanti in qualifica per qualche centesimo, ma in gara ero più veloce e dopo alcuni botta e risposta riuscii ad andare in fuga".

A fine GP, il numero 99 mise in scena una curiosa celebrazione: "Alla curva 4 avevo notato che c’era un maxischermo enorme come al cinema e proprio sotto i tabelloni pubblicitari erano dedicati alla Yamaha. Era il posto perfetto per quello che avevo in mente e per fare anche pubblicità al marchio per il quale correvo. Avevo incaricato il mio assistente Carlos Gil di recuperare una sedia e dei popcorn per il piano che avevo in mente in caso di vittoria”.

"Così, dopo la vittoria, mi sedetti davanti al maxischermo come se fossi stato al cinema: non era un film di Jim Carrey o Woody Allen, ma per me era il miglior spettacolo che potessi vedere, una vittoria molto importante che mi diede una spinta importante verso la conquista del campionato”.

Un Mondiale che, complice l'infortunio patito da Rossi al Mugello poche settimane dopo, sarebbe stato comodamente suo.

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