E' il leader del Mondiale e dopo i bellissimi risultati ottenuti in questo inizio di stagione Francesco Bagnaia è anche il pilota più temibile per gli avversari. Come andrà la gara in Francia? Il tracciato piace molto al pilota Ducati, ma il meteo sarà l'incognita più grande del weekend.

Una gara alla volta


“Sono leader del Mondiale da dieci giorni - ha esordito Bagnaia in conferenza stampa -, è bello ma sono passate solo quattro gare quindi è troppo presto per pensarci. Dobbiamo prendere una gara alla volta, e vedere come va. Qui a Le Mans ho fatto tre podi e vinto in Moto2 quindi è una pista che mi piace. Dobbiamo però vedere come sarà il meteo perchè pare che possa piovere e sul bagnato ho fatto solo sei gare in tutte le categorie, nella mia intera carriera. L'anno scorso in Francia ho faticato molto nella seconda parte di gara, ero partito bene ma ero dietro, ho rimontato ma poi ho riperso posizioni. Sul bagnato la nostra moto è forte, ma non è semplice con queste gomme, danno tanta aderenza ma allo stesso tempo sono difficili da gestire”.

Visti i risultati degli anni passati, con Danilo Petrucci che nel 2020 era riuscito a vincere a Le Mans, il tracciato sembra essere molto favorevole alle Ducati: “Spero che sia così, - ha aggiunto - è molto difficile però prevedere una gara sul bagnato quindi dobbiamo aspettare domenica per vedere se possiamo essere competitivi come lo siamo stati a Jerez. Penso che la Ducati possa adattarsi a tutte le piste che abbiamo davanti perchè ora riusciamo a guidarla in modi diversi e con stili diversi e funziona sempre molto bene. Credo che quest'anno sia una moto molto forte”.

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Su Marc Marquez nella lotta al titolo


Il pilota Ducati è stato poi “interrogato” sul rientro di Marc Marquez. Nonostante i risultati che ha ottenuto fino ad oggi, può sempre essere considerato nella lotta al mondiale:“ E' difficile da dire, per me non è facile tornare dopo 9 mesi e guidare. Io dopo tre mesi di sosta ho avuto sensazioni strane una volta in Qatar. A Jerez ha faticato, a Le Mans se dovesse piovere per lui sarebbe meglio. Ha già due gare alle spalle e se dovesse iniziare ad essere davanti potrebbe rientrare nella lotta per il titolo”.

Tra i giornalisti in conferenza stampa, poi, qualcuno ha parlato di Le Mans come una pista “Stop and go”. Pecco non è stato però d'accordo: “Non credo sia una pista 'Stop and go' - ha spiegato - perchè ci sono curve lunghe, non come quelle del Qatar ma comunque anche qui si raggiunge una buona velocità. Jerez penso sia più una pista “Stop and go”. In questa pista si può usare il device solo all'uscita, altrimenti ci sono curve lunghe dove non è sicuro usarlo, è più difficile fare la differenza qui. In ogni caso noi abbiamo una buona frenata e buona stabilità e questo ci può aiutare più che nell'accelerazione”.

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Pecco e Jack, momento amarcord


Infine, c'è stato un momento “amarcord” in cui Pecco e Miller hanno ricordato il podio della 125cc in Spagna e dieci anni dopo sono stati ancora insieme su quel podio: “Dieci anni fa - ha concluso Pecco - non ci pensavamo di poter salire insieme a Jerez su Ducati. Ricordo bene quella gara perchè è stata la mia prima vittoria nel Campionato spagnolo , è stato un gran momento. Jack era con me sul podio, era davvero alto mentre io gli arrivavo alla spalla, ero un bambino. Adesso siamo in un team ufficiale e credo sia una gran bella storia”.

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