Il pilota del Team LCR Honda arriva a Le Mans dopo un bel quarto posto nel GP di Jerez. Un risultato che è servito al pilota giapponese a risollevare il morale dopo un inizio di stagione molto in affanno. La gara francese potrebbe regalare quindi un altro bel piazzamento.

Nuove soluzioni, nuovi risultati


“Un passo avanti a Jerez? - ha detto il pilota Honda in conferenza stampa - Lo spero davvero! A cominciare dai test in Qatar non abbiamo fatto le migliori prestazioni possibili, così come nelle prime gare. Non siamo riusciti a trovare soluzioni ai nostri problemi. A Portimao siamo partiti ultimi e siamo riusciti a chiudere in top ten. Da lì abbiamo iniziato a pensare a delle soluzioni, magari non quelle ideali ma quelle che possono permetterci di lottare per posizioni importanti. E a Jerez siamo arrivati vicino al podio. Quindi, è stato un grande risultato per noi”.

Il lavoro in Casa Honda


Al momento, però, la Casa Alata si trova un po' nell'occhio del ciclone in quanto i suoi piloti, fatta eccezione per Nakagami, non stanno ottenendo alcun risultato. Detto questo, al Team Honda possono contare su ben cinque riders, un numero rilevante: “Un pilota in più può sempre portare ulteriori dati per sviluppare la moto. – ha spiegato - In più può aiutare anche noi piloti a non perdere la direzione. Sembra che abbiamo trovato la direzione giusta mi sento a mio agio sulla moto nuova e va bene così”.

Ma cosa ha provato di nuovo Takaaki nei test fatti a Jerez? “Il test di lunedì ha avuto come priorità provare alcuni telai. Per noi è stato un buon test e abbiamo avuto un buon feeling”.

Questo porta i piloti Honda ad essere un po' dei test rider? “No, assolutamente no! - ha concluso - Normalmente Stefan Bradl è quello che prova tutti i nuovi pezzi, ne testa molti. Lui ha provato tanto a Jerez e con lui sono quelli del test team a fare il lavoro. Poi se Stefan approva, noi piloti possiamo usare delle parti nuove”.