Dopo aver mancato la qualificazione per la Q2 nel venerdì di Le Mans, Joan Mir aveva detto che sarebbe stata difficile. E così, puntualmente, è stato. Con un terzo turno di prove segnato dalla pioggia, il Campione del Mondo in carica è dovuto transitare per la Q1, inisieme al compagno di squadra Alex Rins, chiudendo la prima sessione di qualifica con il crono di 1'43"422. Troppo poco per arrivare in Q2.

Tutta in salita, dunque, la gara di Joan, che dovrà scattare dalla 14esima casella dello schieramento. Ma il 23enne della Suzuki cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno."Complessivamente, non è stata una brutta giornata, per noi. Sono riuscito a prendere più o meno il ritmo nelle FP4. Nelle FP3, in condizioni da bagnato, ero più o meno ok e poi in qualifica, allo stesso modo, ero forte sul bagnato - spiega Mir a fine Qualifiche- Ma poi, negli ultimi due giri, la pista si è asciugata un gran alla svelta. Io avevo le gomme soft, credo di averle surriscaldate un pochino e così, poi, non avevo il giusto grip. È stato un peccato. Tutta esperienza per il futuro, di scicuro, ma oggi avevo la velocità per essere più avanti. Ma queste sono le corse. Penso che sia sempre un problema partire in 14esima posizione, ma la scorsa gara ero decimo, quindi non cambia così tanto".

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Non il miglior pacchetto, ma competitivo sia sull'asciutto che sul bagnato


Condizioni proibitive quelle viste a Le Mans, ma il pilota spagnolo crede nel suo pacchetto e non si perde d'animo. "La moto è migliore rispetto allo scorso anno, ma a Le Mans non sai mai il passo o se una sessione sarà completamente asciutta o meno. Parti con la pista un po' bagnata, poi aumenti la tua velocità sulle zone asciutte, ma non spingi mai per quello che è il limite della moto, ma per quello del tracciato. E questo per me è un problema, per continuare a migliorare, perché non vediamo mai il potenziale reale di qualcuno, ma quello che è in determinate circostanze", racconta Joan.

"La cosa più importante su questo tracciato è il feeling con la moto. Ieri il mio feeling non era per niente buono. Oggi è migliorato. Anche se partirò in quella posizione, credo non sia per nulla quella reale. Uno degli obiettivi di oggi era quello di avere una moto bilanciata sull'asciutto e sul bagnato e in entrambe le aree sono abbastanza contento: sento di avere una moto forte in entrambe le condizioni. Non sono preoccupato per le previsioni, perché possiamo lottare in entrambi i casi", continua lo spagnolo. "Devo dire che nelle FP4 mi sentivo decisamente meglio, abbiamo provato qualcosa per provare a sentire di più l'anteriore e mandarlo un po' più in temperatura e oggi sono felice proprio per questo motivo: abbiamo un buon pacchetto sia sull'asciutto che sul bagnato. Non il migliore, ma penso che possiamo lottare con questo pacchetto".

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Podio difficile, ma non impossibile con la giusta strategia


Come recuperare dalla quinta fila? Mir ha le idee chiare: "La chiave della gara sarà riuscire a compiere dei buoni sorpassi nei primi passaggi. Superare più avversari possibile nei primi due/tre giri e poi mettermi in una buona posizione per lottare a fine gara. So che sarà difficile provare a battagliare per il podio domani, però farò il massimo nelle condizioni che avremo. Darò il 100%".

Risalire sarà difficile, ma il meteo potrebbe anche aiutare il Campione del Mondo. "Sicuramente, per me, se le condizioni saranno imprevedibili sarà meglio che con il sole e una pista asciutta per tutta la gara, perché c'è più margine per migliorare - conclude Joan -. Sono abbastanza ottimista. Se la pista sarà completamente bagnata, la soft al posteriore potrebbe essere una buona opzione. Ma se si dovesse asciugare, sicuramente, con la media hai una risposta migliore a fine gara. Proverò a essere intelligente e a fare del mio meglio".

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