Si sorride nel box Ducati al termine delle Qualifiche del GP di Francia, ma il sorriso è un sorriso a metà. Se Jack Miller prenderà il via dalla terza casella della griglia di partenza, ben più indietro, invece, andrà a schierare la sua Desmosedici Francesco Bagnaia, che prenderà il via dalla 16esima posizione. Un mezzo disastro per Pecco, che a fine giornata spiega cosa è andato storto.

"Le condizioni oggi erano strane, ma questa mattina nelle FP3 mi sentivo bene sulla moto. Ero terzo, guidavo bene e avevo un buon feeling - racconta il piemoentese -. Poi tutto è diventato difficile, perché nelle FP4 ho faticato parecchio. In condizioni miste ero veloce ed ero davanti. Ma poi quando dovevo fare il tempo faticavo maggiormente, perché il grip al posteriore era basso e facevo davvero fatica".

"In Q1, quando ho dovuto scegliere la gomma per l'anteriore, pensavo fosse meglio usare la media - continua Bagnaia -, ma poi ho usato la soft, perché c'era un po' troppo bagnato e così è andata. In ogni caso, la gara è domani ed è soltanto la quinta e a volte capitano weekend così. Concentrazione, motivazione e domani proverò a essere di nuovo davanti".

La soft in qualifica, una scelta sbagliata


Una strategia che ha rallentato il ducatista, impedendogli di passare la tagliola che porta alla seconda fase della qualifica.

"Probabilmente mi sarei dovuto fermare dopo i primi due tre giri dopo i primi due/tre giri, per cambiare le gomme e mettere due medie, perché con le soft avevo già iniziato a fare un po' fatica. Purtroppo ho scaldato troppo la gomma dietro e non acceleravo più", recrimina il 24 enne.

"Ho guardato velocemente i dati di Luca Marini (che è pasato in Q2 con il secondo miglior tempo, ndr.) e nel primo settore gli avevo guadagnato quattro decimi, ma poi, durante il resto del giro, ho perso da lui in tutte le accelerazioni. Quindi, bisogna capire un po' anche questo fatto. Luca è stato molto bravo oggi, sicuramente. Quindi cercherò di studiare un po' quello che faceva di diverso, per cercare di non scaldare così tanto le gomme. Vedendo come ero andato questa mattina con le medie, sicuramente sarebbe dovuta essere quella la scelta. Ma siamo partiti che c'era molta acqua in pista e si è asciugata in fretta, quindi è molto difficile ogni volta prendere delle decisioni in queste situazioni".

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Rimonta come Portimao?


Undicesimo al via nel GP del Portogallo, secondo al traguardo: Bagnaia tenterà di ripetere l'impresa, al Circuito Bugatti?

"A Portimao ho lavorato tutto il weekend sul setting, qui no - puntualizza Pecco -. Abbiamo fatto veramente pochi giri sull'asciutto. È davvero difficile tirare delle conclusioni. Ci proverò sicuramente. Ormai son pronto a fare una gara del genere. Se devo decidere spererei in condizioni o l'una o l'altra. O tutto asciutto o tutto bagnato, ma penso che sarà veramente difficile prevedere una gara 'flag to flag', perché se guardiamo le condizioni di oggi era davvero complesso decifrare quello che diceva il tempo. Vedremo domani, in ogni caso, penso che siam pronti più per l'acqua che per l'asciutto. Tanto è vero che stamattina ho finito terzo il turno. Però vedremo. In ogni caso, proveremo a rimontare e a fare il possibile".

Holeshot o non holeshot? Questo è il dilemma


Su pista asciutta, l'holeshot Ducati potrebbe aiutare Bagnaia a recuperare subito un po' di terreno? Possibile, ma Francesco non è sicuro di voler usare il dispositivo.

"È molto difficile, perché la prima curva è una curva veloce, quindi è difficile disattivarlo - spiega Pecco -. Aspettiamo domani. Deciderò prima della gara. Sicuramente, guardando da dove parto sarebbe buono usarlo, ma sarà una decisione difficile, perché la prima curva è importante e usandolo poi è difficile rimettere la moto nel giusto setting". 

Tra i detrattori dell'holeshot si è distinto Marc Marquez, che vede nell'abbassatore un dispositivo pericoloso e che toglie spettacolo. Una critica sensata, o un modo per cercare di mettere un freno alla soluzione che sta aiutando i suoi avversari?

"Secondo me dice così perché, magari, il loro non funziona troppo bene - chiosa Bagnaia -. Più che altro, io non trovo che sia meno pericoloso, anzi più sicuro perché parti con una moto che ha meno impennate e meno movimenti. Quindi è un sistema che ti fa partire più veloce e, soprattutto, più in serenità. Quindi, è solo più sicuro avere il dispositivo di partenza".

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