Quello che sembrava poter essere l'anno del riscatto per Alex Rins - che nel 2020 aveva il treno per il titolo, causa infortunio alla spalla - si sta trasformando in una sorta di calvario per lo spagnolo, che da ben tre gare non riesce più a vedere la bandiera a scacchi.

Veloce e aggressivo - forse anche troppo - sul Circuito Bugatti, il catalano della Suzuki è incappato nell'ennesima giornata no: una domenica nera come le nuvole sopra Le Mans, che al quarto giro di gara hanno cominciato a far cadere copiosa la pioggia. Annegando così ogni speranza della Casa di Hamamatsu, che nel giro di poche curve ha perso prima Mir e poi Rins, che fino al cambio moto era stato autore di una rimonta magistale, che lo aveva portato dalla 15esima posizione di partenza al terzo posto in gara, nello spazio di soli quattro giri.

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Rins analizza la sua gara


"Sinceramente, l'acquazzone è stato un vero peccato. Sabato avevo detto alla mia squadra che mi sentivo abbastanza bene in condizioni da asciutto e potevamo chiudere sul podio. Ma poi l'avete visto: una partenza perfetta, giri perfetti all'inizio, poi, quando ha iniziato a piovere, abbiamo rischiato tanto, tutti i piloti hanno rischiato molto in quelle condizioni, perché c'era davvero tanta, tanta, acqua", racconta Alex nel post gara.

"Sono uscito dai box e di solito in quella curva, curva 4, non usiamo i freni in prova, ma in gara, uscendo dalla pit lane, ho frenato un pochino all'anteriore per curvare e l'ho perso. Allora sono rientrato per cambiare ancora la moto e abbiamo ripreso la gara con una media e una soft, ma il grosso problema è stato il set-up da asciutto, con le gomme da bagnato. Ho fatto un po' di fatica i primi giri a scaldare le gomme, ma in generale ho sentito che la moto non era fluida, l'ho trovata un po' troppo aggressiva e ho perso di nuovo l'anteriore".

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Un gran potenziale, ma tanti errori


Tanto potenziale, ma pochi risultati di rilievo. La situazione sarebbe la stessa, se Davide Brivio fosse ancora nel box Suzuki?

Non lo so. Non è una domanda semplice - ammette il #42 -. Abbiamo migliorato tanto la moto e devo scusarmi con il team, perché quest'anno è l'anno in cui mi sento più forte con la moto. Posso fare ciò che voglio - meno che nelle Qualifiche (scherza ndr.) -. Qui a Le Mans abbiamo faticato tanto, ma sull'asciutto eravamo davvero veloci, sin dall'inizio. Eravamo fuori dalla Q2 nelle FP2, per un niente. Eravamo 11esimi, usando una gomma nuova all'inizio. Abbiamo fatto un bel passo avanti con la moto, ma stiamo facendo degli errori stupidi. In gara abbiamo fatto l'impossibile. Ho recuperato dieci posizioni nei primi giri, sono rientrato al box per cambiare moto così velocemente che ho recuperato una posizione e poi... ancora una caduta stupida. Quindi, non saprei".

Che c'è che non va?


"È vero che in questa stagione cado spesso - stiamo recuperando tutte le cadute che non abbiamo fatto negli anni scorsi - ma non so perché", continua Alex. "Stiamo lavorando tanto e io mi sento bene. Sto lavorando duramente con tutto il mio staff, ma sono cose che succedono".

"È dura vedere che i ragazzi del team non sono al settimo cielo. Stiamo attraversando un momento difficile. Tre cadute nelle ultime tre gare, non sono semplici. È difficile anche per me, ma voglio tornare a correre e arrivare al Mugello con la stessa forza. Proverò a lottare anche lì. È tutto ciò che possiamo fare adesso", conclude sconsolato il 25enne.

Forse, l'unica cosa che manca al catalano in questo momento è un po' di serenità. Un bel respiro profondo, che gli dia la calma necessaria a riportare la sua Suzuki al di là del traguardo.