La domanda è diretta: davvero qualcuno può immaginare che Valentino Rossi dia l’addio alle corse, quantomeno da pilota, senza pubblico nei circuiti? Qualcuno può immaginare un Rossi che annuncia il ritiro, uscendo subito di scena? Riflettiamoci. A noi la risposta sembra evidente: no, è impossibile. Qualcuno crede che davvero il più grande, colui che ha reso la MotoGP popolare a livello planetario, se ne vada come se nulla fosse? No. È come se gli U2 lasciassero senza quello che gli anglosassoni chiamano Farewell Tour, un’ultima tournée di addio. Una possibilità avuta da altri sportivi, pensiamo alla NBA, con Michael Jordan prima e Kobe Bryant poi.

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Affluenza di pubblico


La domanda è lecita: nel momento in cui Valentino dovesse annunciare il ritiro, ci sarebbe una richiesta di biglietti inusitata. In Europa come in Argentina o Giappone, in Thailandia come in Australia: chi non vorrebbe esserci per l’ultima volta di Rossi in quel determinato circuito o Paese? Roba da tutto esaurito. Questo, però, oggi non sarebbe ancora possibile, con il regime di “porte chiuse” vigente a causa della pandemia. E a questo aggiungete che il tour d’addio porterebbe con sé magliette o qualsiasi gadget all’insegna del classico “io c’ero”. Moltiplicate gli introiti per la ventina di GP che si disputano in una stagione normale, e avrete cifre da capogiro. Un calcolo che mai come oggi è d’attualità, dopo le macerie la sciate dalla pandemia anche a livello economico. Sarebbe una campagna promozionale eccezionale (e globale) per la stessa VR46 che produce i gadget, così come per la Dorna.

Ma anche per la Casa per la quale Valentino andrebbe a disputare l’ultima stagione nel Mondiale. Per tutto quanto può significare per la sua azienda, per il Promoter del campionato e per i milioni di suoi tifosi, Rossi non sembra poter annunciare il ritiro “a piacimento”. Come se fosse prigioniero del proprio mito. Due delle immagini caratteristiche di Valentino Rossi: la discesa dalla moto, facendo passare la gamba destra sopra il serbatoio e, inginocchiato prima del via, il “dialogo” con la sua M1. Le vedremo ancora nel 2022?

La scelta è di Valentino


I dati e gli scenari disegnati sono certezze, però chi conosce bene Valentino pone l’accento su un punto che può elevarsi sopra ogni fattore esterno: il suo carattere. Nel giorno in cui deciderà di dire “basta”, nessuno potrà convincerlo a proseguire: nessuno potrà convincerlo a fare qualcosa che non vuole. Ci auguriamo soltanto che l’addio non avvenga a porte chiuse. Sarebbe un finale amaro per una bellissima storia. Resta poi un ultimo dettaglio, molto importante: a partire dal momento in cui Valentino renderà pubblica la scelta di appendere il casco al chiodo, i risultati non saranno più un problema. Fossero buoni, meglio, altrimenti non importerebbe. Perché Rossi andrebbe in ogni Paese per dare l’addio a quel circuito e, si spera, al pubblico che potrà essere presente. Nessuno avrebbe da recriminare, cosa che invece oggi succede. Nel Farewell Tour, Valentino correrebbe la propria gara, a un livello differente.

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