Da favorito per il titolo a outsider: è così che si ritrova il team Suzuki dopo le prime cinque gare della stagione MotoGP, avare di soddisfazioni per Alex Rins e Joan Mir.

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Pochi risultati e troppi zeri


Joan Mir, campione in carica 2020, si ritrova a 31 punti di distacco dal leader del Mondiale, Fabio Quartararo. Un gap che sarebbe ancora più ampio senza gli inconvenienti fisici patiti dal francese a Jerez. Non è certo l’inizio che il campione spagnolo si aspettava: eccezion fatta per la terza piazza di Portimao, Mir non è mai salito sul podio, raccimolando solo un quarto e un settimo posto nelle due tappe del Qatar e un quinto posto in Spagna. A peggiorare la situazione in classifica del numero 36 ci ha pensato lo zero patito a Le Mans, stesso risultato raccolto da Alex Rins in Francia.

Anzi, al 42 è andata ancora peggio: le cadute nel GP Francia sono state due, facendo salire a ben tre gli zeri consecutivi nelle ultime tre gare (- 57 dal capoclassifica). Quando è riuscito ad arrivare al traguardo, Rins non ha fatto meglio del quarto posto di Doha, mentre nella gara inaugurale della stagione si era classificato in sesta piazza.

Un bottino magro, magrissimo, per un pilota veloce come Alex che aspettava il 2021 per riscattare le delusioni del 2020.

La concorrenza non aspetta


Dov’è finita la costanza che ha caratterizzato la Suzuki l’anno scorso? Pare essere svanita, sciolta al sole dopo una stagione, quella passata, condita dal trionfo iridato. La voglia di vincere potrebbe aver giocato un brutto scherzo sia al campione del mondo Mir - desideroso di rispondere alle pressioni di chi gli ricordava che nel 2021 aveva vinto un solo Gran Premio -, che a Rins, voglioso di riprendersi i galloni di prima guida nel box.

Essere costanti, quest’anno, non basta più. La Ducati è migliorata e va forte con tutti i piloti, la Yamaha guidata da Quartararo sa fare grandi cose. 

Tante piccole, grandi considerazioni, che fanno suonare il campanello d’allarme a Hamamatsu. Bisognerà ritrovare lo spirito da formichina mostrato nel 2020 per ambire alla riconferma iridata: i leoni, lì davanti, azzannano forte e non aspettano. E la Suzuki, adesso, è un campione ferito dalla poca costanza dei suoi piloti, persi in una competizione personale tra compagni di box, che sta portando pochi risultati.

E il circuito del Mugello, tra una settimana, non è certo uno dei più favorevoli alla GSX-RR. Servirà portare più punti possibili a casa, cercando di passare all’attacco su tracciati più congeniali. Altrimenti la riconferma mondiale sarà - o forse lo è già - un lontano miraggio.

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