Se si pensa oggi al Mugello, non si può non pensare a Danilo Petrucci, l’uomo che per ultimo ha conquistato le colline toscane. Il ricordo del successo di Danilo (in sella alla Ducati) nel 2019 è ovviamente ancora vivo, ma il ternano ha un rapporto speciale con il tracciato anche per altre ragioni, legate indissolubilmente ai suoi primi passi in sella alle moto.

“Ora posso dirlo perché probabilmente il tutto è andato in prescrizione (ride ndr). Ho girato al Mugello per la prima volta a tredici anni (2003 ndr) - racconta Danilo - con la moto di mio padre, ferma dal 1995 e pressoché finita: ricordo che aveva i dischi flottanti, che da quanto si muovevano aprivano le pasticche dei freni, così in alcune occasioni arrivavo a frenare quasi senza freni. Credo sia per questo che sono diventato incisivo in frenata, per la paura (ride ndr). Come gomme ho usato le slick dei tempi di Doohan che la Michelin aveva buttato, e che mio padre aveva rubato”.

Petrucci non risparmia parole al miele per il Mugello, sul quale ha guidato un numero di moto difficile da quantificare, e ricorda con piacere il già citato successo tutto italiano di due anni fa.

“Ho fatto centinaia di giri su questa pista, con tanti tipi di moto diversi, fino a vincere la mia prima gara in MotoGP due anni fa, il podio del quale non ricordo bene per le mille emozioni in circolo. Il Mugello secondo me è speciale anche per il fatto di essere rimasto tra i pochi circuiti ad aver mantenuto il suo layout originale, ed in generale è un tracciato amato da tutti i piloti”.

Petrucci: “Ho chiesto di avere più persone nel box"


Tornando al presente, il pilota ternano è consapevole delle difficoltà incontri alle quali andrà KTM, ma le soluzioni scoperte a Le Mans potrebbero giocare un ruolo molto importante.

“In rettilineo soffrirò, dato che non siamo migliorati in termini di velocità massima, ma le info acquisite a Le Mans dovrebbero aiutarmi a rendere la moto più stabile e più facile da fermare, ed oltre a ciò cercherò di usare tutta la mia esperienza. Nel 2019 la KTM ha fatto fatica, ma la moto era molto diversa ed i piloti abbastanza giovani. Da questa gara avremo più uomini nel box per sviluppare la moto, il che potrebbe aiutarmi a migliorare più rapidamente: la casa ha confermato il suo grande impegno, il che è stimolante”.

Petrucci approfondisce il tema legato alle più persone nel box, confermando come KTM lo stia seguendo nel suo percorso di crescita.

 “Ho chiesto di avere persone ai GP, e di poter svolgere un numero maggiore di briefing. Il tutto con l’obiettivo di far collaborare tutti i team ed i piloti KTM, scambiandosi informazioni e suggerimenti. Penso che quattro cervelli insieme possano lavorare meglio rispetto a quattro separati: ovviamente questa è la mia idea, che verrà sperimentata”.

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