Sembrava aver imboccato la strada giusta il weekend portoghese di Scott Redding, che nella prima giornata di gara all'Estoril aveva centrato un'importantissima vittoria in Gara 1. Sembrava fino a questa domenica, quando il britannico del team ufficiale Ducati si è trovato a vivere un'altra giornata decisamente storta. A cominciare dalla Superpole Race.

Secondo dopo una buona partenza, il #45 si è visto infilare da Rea e Gerloff, dopo un errore al terzo giro della gara Sprint. Salito terzo a quattro passaggi dalla fine, Scott non è riuscito a finalizzare un affondo su Razgatlioglu, chiudendo sul gradino più basso del podio, mentre il Cannibale faceva sua la corsa, con la SC0 al posteriore.

Un bello smacco ma poco costoso in termini di classifica, non fosse stato per la mazzata di Gara 2: una scivolata a sette giri dal termine, dopo un acceso duello con Rea, che pur non avendo messo fine alla gara di Redding - tornato in pista e 14° al traguardo - è comunque valsa zero punti al britannico, penalizzato al termine della corsa.

Poteva essere il weeekend del riscatto, e invece...


"Sono sconvolto. Sapevo di avere il passo per vincere oggi. Ho buttato la vittoria per un mio errore", ha detto Redding a fine weekend.  Su quella che doveva essere una pista amica, il 28enne si è ritrovato a lottare con una Ninja più competitiva del previsto, finendo per perdere il bandolo della matassa.

"Le Kawasaki hanno un grip pazzesco, anche con le zero e credo sia evidente anche dalla TV - ha spiegato -. Non posso davvero competere. Il nostro punto forte non è la gara Sprint, la Ducati ha bisogno di gestire per poi lottare nel finale. Stavo andando bene, ma poi ho fatto un errore, non sono riuscito a rimettere la seconda marcia, sono andato largo e alcuni piloti mi hanno passato".

"Nel pomeriggio mi sentivo davvero bene - ha continuato -. Ero a mio agio e avevo tutto sotto controllo. Guidavo bene. stavo gestendo le gomme perfettamente, Poi ho avuto qualche problema con l'anteriore e ho pensato 'ok, rallento di un paio di decimi'. Jonathan ha chiuso il gap, poi mi ha passato e ho detto: 'ok, proviamo a lottare', ma lo pneumatico non era pronto per spingere. Avevo bisogno di un altro paio di giri per far riprendere la gomma, ma non volevo che Johnny prendesse troppo margine e ho perso l'anteriore. Mi dispiace per il team. Mi sono infastidito da solo, perché avevo tutto sotto controllo e toccava a me vincere questo pomeriggio".

"Ho fatto l'errore che avevo detto che non avrei dovuto commettere quest'anno. Sarei dovuto essere più paziente, ma è difficile quando stai lottando con un sei volte Campione del Mondo - ha aggiunto -. Non sapevo quanto si stava tenedo e qual era il suo passo. Ho visto un'opportunità, l'ho colta e mi è costata 23 punti (25 con la penalità ndr.). Troppi punti".

Anche se siamo solo a inizio stagione, 36 lunghezze iniziano a farsi un gap difficile da recuperare. Ma se c'è una cosa che Scott ha dimostrato lo scorso è quella di non darsi mai per vinto.