Non è stato un Gran Premio particolarmente positivo, quello della Catalogna per Francesco Bagnaia. Il pimeontese della Ducati si è dovuto infatti accontentare del settimo posto sotto la bandiera a scacchi al termine di un fine settimana in cui non è mai riuscito ad essere incisivo in sella alla Desmosedici ufficiale.

Questo weekend ho fatto davvero fatica”, racconta Pecco al termine del weekend. “Il mio punto di forza sono le staccate, in cui riesco solitamente ad essere molto incisivo, ma qualcosa non ha funzionato e non sono stato in grado di esprimermi al meglio neanche sotto questo aspetto”.

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"La gomma media non era quella giusta"


La scelta della gomma media sia all'anteriore che al posteriore non si è rivelata giusta: “Ho optato per la doppia media sia all'anteriore che al posteriore, ma evidentemente la dura, come ha dimostrato anche Oliveira, era la gomma adatta per la gara. Detto sinceramente, però, non credo che con le dure avrei potuto lottare per le posizioni da podio nelle condizioni di questo fine settimana. Nei test mi dedicherò a cercare una soluzione che mi permetta di essere efficace anche in piste con poco grip come questa”.

Uno degli episodi fondamentali della corsa è stato quello riguardante Quartararo, la cui tuta si è aperta a pochi giri dalla fine: “Probabilmente aveva caldo”, ironizza il numero 63. “Non sono un membro della direzione gara, perciò non voglio dare giudizi, anche se sicuramente è stato pericoloso per lui girare senza protezioni”.

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"La Moto3 è diventata pericolosissima"


Infine, Bagnaia ha anche parlato del problema legato alla sicurezza in Moto3: “Le gare della Moto3 sono diventate pericolosissime, ma una volta non erano così. Quando ci correvo io, se un pilota aveva il passo riusciva a scappare, mentre ora le prestazioni delle moto sono tutte identiche e la scia è diventata un fattore fondamentale, come ha dimostrato la corsa di Alcoba che rallentava apposta per non passare primo sul rettilineo. In safety commission si discuterà molto di questo, perchè così non va bene”.

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