Le prove libere del Gran Premio del Sachsenring hanno ribadito alcune certezze di questo inizio di stagione, come dimostrato dal sempre più convincente Oliveira, primo nelle libere del pomeriggio. Tuttavia non sono mancate le sorprese; infatti, su una pista non particolarmente adatta alle caratteristiche della moto di Hamamatsu, la Suzuki, soprattutto nelle mani di Alex Rins ha dimostrato di essere temibile sia in ottica gara che in prospettiva qualifiche. Lo spagnolo, settimo nelle FP1, è riuscito a migliorare la moto nel pomeriggio concludendo con il quarto crono a soli 387 millesimi da Oliveira.

Le incognite maggiori versavano sulle condizioni fisiche del 26enne di Barcellona, reduce da un'operazione al radio del braccio che lo ha costretto a saltare l'ultimo GP di Catalogna. Tuttavia il recupero sembra stia procedendo bene e la tendenza del circuito tedesco di "curvare" maggiormente a sinistra aiuta leggermente il pilota Suzuki, convalescente al braccio destro e quindi meno richiesto a sforzi eccessivi.

Rins al rientro in pista dopo l’infortunio: “Sachsenring pista difficile”

Non era facile per Alex Rins ritrovare subito le sensazioni giuste in sella sua Suzuki, eppure, lo spagnolo è riuscito ad essere veloce, cogliendo sul finale un quarto tempo forse inaspettato: “È stato difficile ma sono contento perché nonostante un po' di dolore sono riuscito a completare tutto il programma di lavoro, provando con gomme e set-up diversi. Sono molto felice di questo”.

In ottica gara Rins dovrà fare i conti con la tenuta fisica, inevitabilmente lontana dalle migliori condizioni: “Ovviamente un po' di dolore l’ho avvertito, soprattutto nei cambi di direzione e nelle curve 3,4,5, ma anche nelle frenate. Il dolore in realtà è minore di quello che mi aspettavo, il recupero sembra stia andando bene, per la gara parlerò con il medico per vedere di riuscire a finire la corsa, sarà dura perché non è una pista facile”. Il time attack finale del turno di libere ha permesso al pilota spagnolo di piazzarsi appena giù dal podio virtuale, tuttavia la strada per puntare alle zone altissime della classifica non è ancora spianata: “Siamo stati veloci però non siamo ancora ai livelli di Marquez, Oliveira e Nakagami, però siamo li vicini”.

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