La gara di Marc Marquez al Sachsenring è stata un capolavoro di tenacia, forza e determinazione. Non è filato tutto liscio, qualche sbavatura e anche qualche goccia di pioggia, che però non è andata ad impensierire il pilota Honda, bensì lo ha esaltato ancora di più dandogli un ulteriore slancio.

Provato nel fisico e nell'animo, l'otto volte iridato è andato a conquistare l'undicesima vittoria sul tracciato tedesco, l'ottava consecutiva. Marc, intervistato ai microfoni di Sky, ha detto di non sapere come andranno le prossime gare della stagione, ma intanto, possiamo dire che il Re del Sachsenring è tornato.

“Oggi è il mio giorno”


“Ancora devo capire costa sto provando - ha detto il numero #93 - di sicuro posso dire che è stato un momento duro. Da solo non sarei riuscito a farcela, tante persone mi sono state dietro, dai dottori, alla Honda. Honda mi ha rispettato tanto, ma ho avuto vicino anche il team, la mia famiglia. Oggi guidare è stato difficile, è vero, il circuito era buono per me ma la situazione era molto difficile dopo le tre cadute a Le Mans, Mugello e Montmelò. Ho guidato, semplicemente ho guidato provando a non pensare a cosa stavo facendo e da dove stavo arrivando. Quando è iniziato a piovere mi sono preso dei rischi, mi sono detto 'oggi è il mio giorno' quindi ho provato a spingere ancora di più. Quando ho passato la bandiera a scacchi sul rettilineo l'emozione è stata forte”.

“Ho parlato con Doohan e ho capito tante cose”


Mentre suonava l'inno spagnolo, Marc si è anche commosso, lasciandosi andare alle lacrime: “Non pensavo al braccio come qualcuno potrebbe immagianre, - ha spiegato - sto lavorando sulla testa per provare a dimenticarmi del braccio. E' vero che mi fa male e che non lavora normalmente, ma provo a dimenticarlo”.

Poi ha aggiunto: “E' vero, ho vinto, ma non posso che ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini, persone che hanno sofferto proprio come ho sofferto io o anche di più. E questo mi ha aiutato tantissimo. Quando sei in un momento 'no' provi a cercare qualcosa e una delle cose che più mi hanno aiutato dopo il Mugello è stato parlare con Mick Doohan. Mi ha chiamato e siamo stati mezz'ora a parlare. Mi ha detto che voleva sapere la mia situazione, cosa era successo e come mi sentivo. Da quella telefonata ho capito tante cose. Mentre mi parlava ho chiuso gli occhi, lo ascoltavo e sembrava che stesse dicendo tutto ciò che mi sta succedendo adesso. Anche lui diceva che dopo il suo infortunio non riusciva più a capire niente sulla moto, che faceva errori che non erano soliti da lui, alcune cadute che non capiva. Cioè quello che sta succedendo anche a me. Martedì, poi, mi ha chiamato Alberto Puig e mi ha detto 'al Sachsenring devi vincere, lo sai sì?' e io gli ho risposto che dopo tre cadute non sarebbe stato facile. Anche la sua convinzione però mi ha aiutato e nelle FP1 sono entrato in pista convinto. Lo avevo detto prima del weekend che questo sarebbe stato un circuito dove avrei avuto meno limitazioni fisiche”.

"Il pilota Marc sta tornando, ma non è ancora il pilota che era”


La gara, in ogni caso, non è stata per niente semplice per Marquez, soprattutto nel cambio di direzione tra la curva 10 e la 11. Una delle poche curve a destra del tracciato: “In ogni sport l'unica cosa da fare è vivere il presente, - ha aggiunto - puoi pensare a quello che è successo prima o a quello che hai fatto nel momento in cui ti ritiri. Adesso dobbiamo solo pensare a lavorare, oggi abbiamo vinto ma in Olanda ritorneremo alla realtà. In questa pista ho faticato solo in un punto, al Montmelò e al Mugello erano tanti punti. Il cambio di direzione dalla 10 alla 11 che mi portava subito ad una curva a destra, dovevo capire come mettere il braccio bene. Ancora non mi sento a posto e sicuro. Ho la forza ma non sento che se la moto fa qualcosa posso reagire bene, quindi perdo un po'. Però preferisco perdere un po' adesso e nel futuro andare di più”.

Infine, Marc ha concluso: Questa vittoria è importante per l'uomo Marc, il pilota Marc sta tornando ma non è ancora il pilota che era. Vediamo in futuro se riuscirò a tornare come voglio io, oggi è stato un giorno molto importante per il pilota ma anche per la Honda. Quando ero a casa che non potevo correre mi dicevo che mi sentivo forte e pronto per rientrare, ma poi quando ho affrontato la prima gara in Portogallo mi sono reso conto che ero lontano dalla mia vera forma fisica”.

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