Se non fosse stato per il terzo posto conquistato da Fabio Quartararo, il Gran Premio della Germania sarebbe stata una colossale disfatta per la Yamaha, vero e proprio fanalino di coda della gara al Sachsenring. Se Valentino Rossi può almeno consolarsi con i due punticini della 14esima posizione, non possono fare altrettanto Maverick Vinales e Franco Morbidelli, rispettivamente ultimo e penultimo di giornata.

La gioia dopo i test di Barcellona ha lasciato spazio alla frustrazione del Sachsenring, dove il #12 non è mai riuscito a essere incisivo, al punto da chiudere le Qualifiche in 21ª posizione. Cosa è andato storto? "È la stessa domanda che ho fatto io. Nessuno mi ha risposto, quindi, non posso rispondere", chiosa lapidario Vinales.

"Non so davvero cosa sia successo alla moto all'inizio. Ho avuto un highside entrando in curva. Ho cercato di capire se la gomma fosse a terra o meno, perché non avevo capito cosa fosse successo. Successivamente ho fatto due o tre giri buoni, 22 alto e 23 basso. Poi sono rimasto bloccato dietro alle Ducati e ed è stato impossibile per me passarle. Non sapevo cos'altro fare. La mia gara è finita lì. Avevo un buon passo, ma non potevo fare più di così". 

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Vinales guarda avanti: "Dobbiamo continuare a lavorare"


Dopo aver trascorso gran parte della corsa in coda al gruppo in lotta per la 15ª posizione, Maverick si è arreso all'evidenza di non avere nulla da chiedere alla sua gara, finendo per chiudere il Gran Premio in 19ª piazza, a 24"71 dal vincitore, Marc Marquez.

"Ero in lotta con Marini e Bastianini, ma non sono riuscito a passarli: era impossibile con queste gomme. Mi sono preparato per bene, ma avevano più potenza e mi dispiace, ma non era fattibile - racconta -. Quando poi mi sono trovato vicino a Franco, l'ho superato al primo colpo. Passare una Yamaha è molto più semplice che le Ducati. Praticamente, dopo 10 giri lì ho visto che la mia posizione poteva al massimo essere la 14ª, ho detto 'ok, vado dietro, con l'aria pulita, per raccogliere dati e vedere come sta funzionando la mia moto'. A fine gara giravo in 1'22" basso, che non è male. Dietro di loro, invece, giravo in 1'23"5. C'è una bella differenza. Nessuno ha una risposta su quel che sta succedendo qui. Dobbiamo continuare a lavorare".

Un fine settimana da dimenticare per lo spagnolo, che non ha la minima idea di come potrebbero andare le cose il prossimo fine settimana, quando il Motomondiale raggiungerà l'Olanda per la nona tappa di questo 2021.

"Non so cosa succederà ad Assen. È davvero difficile da dire - conclude Maverick -. Ad Assen farò lo stesso che ho fatto qui: lavorare e raccogliere dati. Parte dei miei doveri è di raccogliere dati, è triste ma è così. Mi dispiace, ma non posso fare più di questo".

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