Il motomondiale si appresta a correre ad Assen, il GP d’Olanda torna nel calendario dopo l’assenza giustificata dello scorso anno, quando per i motivi legati al Covid-19 il GP non si disputò. Fino allo scorso anno infatti, Assen ha avuto il primato di unica pista sempre presente nel calendario del motomondiale dall’anno della sua creazione. Teatro di numerosi scontri epici, tra gli ultimi, il duello Rossi-Marquez del 2015, e di imprese storiche, come il quinto posto di Jorge Lorenzo nel 2013, appena due giorni dopo una delicata operazione alla spalla. Il circuito olandese è da sempre definito "l’università della moto", epiteto associato al layout della pista, particolare per il suo disegno e peculiarmente impegnativo. Nel 2006 il circuito venne modificato, ma la dicitura di "università della moto" è rimasta impressa agli addetti ai lavori.

Angel Nieto il più vincente, Rossi il migliore in top class


Se si prendono in considerazione tutte le classi del motomondiale, Angel Nieto è il pilota che detiene il record di vittorie con ben 15 successi, seguito da Giacomo Agostini con 14 e da Valentino Rossi con 10. In top class il record man è proprio il "dottore" con 8 trionfi, di cui l’ultimo nel 2017, gara che coincide con l’ultima vittoria del pilota di Tavullia. Numerosi sono i primati particolari di questa pista, dalle 5 vittorie di fila ottenute da Mick Doohan e Giacomo Agostini, alla storica tripletta di Jim Redman nel 1964, capace di trionfare in tre classi nello stesso week-end di gara (125, 250, 350).

Nell’era recente della MotoGP, Assen è sempre stata considerata una pista Honda e Yamaha, tant’è che dal 2012 ad oggi le due case hanno sempre vinto intervallandosi l’una con l’altra di anno in anno. 4 i successi Yamaha nelle ultime 8 edizioni, tre con Valentino Rossi ed una con Maverick Viñales. 4 i successi Honda, due con Marc Marquez e una con Jack Miller e Casey Stoner.

I duelli storici di Assen


La pista olandese è stata teatro di numerosi scontri epici, caratterizzati da un tipo di circuito che esaltava ogni gesto del pilota e della moto. Da ricordare il duello tra Mike Hailwood e Giacomo Agostini nel 1967, quando a prevalere fu l’inglese, ma l’italiano si consolò poi con il titolo iridato. O ancora nel 1993 quando Kevin Schwantz beffò Mick Doohan per soli 8 decimi cogliendo 25 importantissimi punti per conquistare poi il suo primo e unico iride in top class. Anche gli anni recenti della MotoGP hanno regalato duelli memorabili, come quello tra Nicky Hayden e Colin Edwards nel 2006.

I due americani andarono entrambi lunghi alla chicane finale, con Edwards che cadde perdendo quella che sarebbe potuta essere la sua prima vittoria in MotoGP. Infine, la già citata vittoria di Valentino Rossi nel 2015 ai danni di Marquez, un duello ricco di sorpassi incredibili culminato con il tentativo finale dello spagnolo di superare il 9 volte iridato, che costretto ad andare lungo, tagliò la chicane vincendo la gara. Una nuova pagina di storia sta per essere scritta, e con il ritorno alla vittoria di Marquez, i pretendenti al gradino più alto del podio avranno una motivazione più per vincere nell’università della moto.