Arrivare ultimi per un pilota è una grossa umiliazione. Ma se ti chiami Maverick Vinales, guidi una M1 ufficiale uguale al tuo compagno di box Fabio Quartararo e finisci ultimo in gara alle spalle del compagno di marca Morbidelli che ha una moto vecchia di due anni l’umiliazione è ancora più grande. 

In gara, sia lo spagnolo che Morbidelli sono stati degli ectoplasmi, sempre nelle retrovie a battagliare con le Ducati di Bastianini e Marini, non propriamente dei razzi essendo delle GP19, ma comunque moto difficili da passare per una Yamaha. 

Ed è proprio stata questa la chiave della gara sia per Vinales che per Morbidelli: l’impossibilità di sorpassare le due Ducati. Nel post gara, Vinales si è sfogato lasciandosi andare sull’ipotesi del ritiro in gara, per la vergogna di trovarsi in quella situazione, e sulla mancanza di rispetto da parte di Yamaha, a suo parere rea di trattare diversamente i due piloti factory.

MotoGP Germania, immenso Marc Marquez: torna a vincere al Sachsenring

“Il posteriore pattina tanto”


A fine Gran Premio, Maverick Vinales ha spiegato quali sono i problemi che lo affliggono e che Yamaha sembra ignorare. “Ho sempre lo stesso problema, e cioè che il posteriore pattina tantissimo. E’ da Portimao che lo dico, ma ad oggi non c’è soluzione. Ci stiamo lavorando ma… sono già passate sei gare. Cerco di stare calmo, di lavorare, di fare di tutto ma il risultato è lo stesso e se hai una Ducati davanti a te la frustrazione è tanta”.

“Non riuscivo a passare Marini e Bastianini”


Bloccato dalle Ducati, lo spagnolo ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a concludere ultimo il GP. “Sono stato 15 giri dietro Marini e Bastianini… non riuscivo a passarli nonostante preparassi per bene il sorpasso. Hanno più potenza e frenano più tardi. Mi dispiace perché con questa moto è impossibile. Quando sono arrivato dietro a Morbidelli l’ho passato senza problemi al primo tentativo perché contro una Yamaha è più facile, mentre contro una Ducati è molto più dura”.

Dopo 10 giri insieme a loro mi sono detto 'ok, vado indietro, prendo aria fresca, cerco di raccogliere dati e vedo come va la moto da sola'. Sono riuscito a girare sul 22 basso a fine gara che non era male. Mentre dietro le Ducati giravo in 23”5, una gran differenza. Nessuno sa che cosa sta succedendo, dobbiamo continuare a lavorare. Tra poco arriva Assen ed anche con una Moto2 posso essere veloce, faremo il massimo”, ha aggiunto.

Frustrato per non riuscire a passare le due Ducati ed essere persino dietro al compagno di marca Morbidelli, Maverick ha pensato anche di alzare bandiera bianca anticipatamente e rientrare ai box per la vergogna di trovarsi in fondo alla classifica senza però farlo. "Non sono rientrato nel box perchè era proprio un peccato" ha detto lo spagnolo a DAZN Spagna.

“Una mancanza di rispetto”


Maverick Vinales sente una mancanza di rispetto nei suoi confronti da parte di Yamaha che sta aiutando (giustamente) Quartararo in lotta per il mondiale “dimenticandosi” degli altri piloti. Lasciatelo in pista a raccogliere dati” è stata la risposta di Yamaha che ha mandato su tutte le furie lo spagnolo, ormai sempre più frustrato da questa situazione. “Che cosa faccio? Finisco 23esimo? Non sono qui per finire 23esimo o raccogliere dati o fare il tester. Dal lato pilota quello che mi è stato detto è una mancanza di rispetto”.

La cosa più facile è quella di prendere il setting di Fabio, cercare di adattarmi, dare il 100% e vedere quanto arrivo lontano, ma non è una soluzione - ha continuato -. Se veramente voglio vincere devo farlo con la mia moto. I setting di altri non sono la soluzione. Un giorno magari ti può andare bene perché ispirato dal setting, ma non è la soluzione. E’ da Portimao che lo faccio e non ho idea da quante gare sono in questa situazione”. 

“Ogni pilota deve avere il suo setting”


Ritornando sul discorso delle differenze di setting con il compagno di box Quartararo, Vinales ha detto: “Ogni pilota deve avere il suo setting, non può essere che per due anni usi quello del tuo rivale. Ognuno deve usare il setting in base al proprio stile di guida ed ogni giorno mi insegnano come essere pilota. Frena, rilascia il freno, apri il gas, non aprirlo”.

 “E’ molto difficile, da pilota è complicato perché devi avere tanta pazienza. Non posso usare il setting di Quartararo perché non guido come lui, non voglio adattarmi a qualcosa che va bene per lui ma non per me. Devo costruirmi la mia moto, non voglio usare il setting di altri”, ha concluso.

MotoGP Germania, Yamaha: perché Quartararo "viaggia" e gli altri no?