Il 19 luglio 2020 iniziava ufficialmente la stagione di MotoGP, dopo tante incertezze e tanti problemi causati dalla pandemia del Coronavirus. Quella data però è rimasta, per forza di cose, impressa soprattutto a Marc Marquez (qui le ultime parole di Alberto Puig) che ha rimediato, sul circuito di Jerez, l’infortunio fino a quel momento più importante della sua carriera. Non tanto per la rottura dell’omero destro in sé, quanto per tutte le vicissitudini che ne sono derivate.

Dentro e fuori gli ospedali


A partire dalla prima operazione a Barcellona, al rientro lampo a Jerez per poter essere presente al secondo Gran Premio stagionale. Con il chiaro obiettivo in mente di non lasciar scappare gli avversari, tralasciando però la salute che è tornata prepotentemente a dettare legge da lì a qualche giorno, quando è stato poi costretto al secondo intervento chirurgico. A cui ne ha fatto seguito addirittura un terzo, a dicembre, che fortunatamente è stato quello decisivo.

Il ritorno in Portogallo


Intanto gli avversari hanno disputato l’intero campionato 2020 e si sono preparati al meglio in vista di quello attuale. Dove l’otto volte iridato è rientrato al terzo appuntamento, saltando la doppietta del Qatar. A Portimao è apparso un Marc Marquez diverso, più maturo, certamente segnato dal dolore fisico e provato dalle difficoltà mentali del sopportare un periodo così lungo e difficile, che gli avrebbe potuto anche costare la fine della sua già molto fruttuosa carriera. Un Marquez se vogliamo anche più adulto, che ha capito che il fisico ha la priorità sulle gare e che poco a poco si è andato adattando alla sua “nuova” RC213V. La quale, senza il suo "padrone", non era più la stessa.

365 giorni dopo


Oggi è passato esattamente un anno dal fattaccio, da quell’incidente che ha segnato - che lo voglia o no - la carriera e la sua vita, e dal quale deve ancora riprendersi del tutto. Questa stagione, come lui stesso ha dichiarato, gli fa da allenamento, deve tornare in moto e macinare tutti quei chilometri a cui si è dovuto sottrarre, quando doveva stare concentrato sulla riabilitazione e sul riposo fisico. Intanto sulla sua pista di “casa”, al Sachsenring, ha dato un assaggio di quello che sarà il 2022 a tutti i suoi avversari. Che nel frattempo sono cresciuti, sotto tutti i punti di vista, ma che l’anno prossimo dovranno vedersela di nuovo sicuramente con lui.  E, ne siamo certi, non sarà affatto facile.

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