Quando abbiamo letto da altre fonti di un possibile passaggio - ennesimo tra le tanti ipotesi paventate in questi anni - di Johnny Rea in MotoGP, ci siamo chiesti: e perché mai il sei volte iridato SBK dovrebbe farlo?! Abbiamo anche aggiunto: e poi, con chi, su quale moto?

Il nordirlandese, 34 anni compiuti ad inizio febbraio, ha con e in Kawasaki tutto quanto occorra per continuare a vincere: contratto firmato, soldi, ruolo di prima guida, attenzioni e materiale al top. Quale sarebbe il motivo per lui di lanciarsi in un mondo nuovo, complicato e che già ha assaggiato, per ricominciare esattamente dal principio?

Proprio ad Assen, il numero 1 ha smentito a colleghi di settore quanto messo in giro circa due settimane fa: tra il pilota di Ballymena ed il Petronas SRT non ci sono stati contatti di sorta, ma scherziamo? La squadra Yamaha color celeste ha già problemi di "abbondanza" oggi, tante richieste per l'anno prossimo (tra le quali un eventuale Jake Dixon, utile alle TV britanniche), sicché perché pensare ad uno che sta benissimo dov'è?

Johnny sorpreso: "No comment"


Ci sono vari modi coi quali un individuo anglosassone possa commentare azioni, fatti o notizie non gradite. Il peggiore di questi è il classico "No comment", parole usate da Rea una volta appreso che qualche bontempone lo dava in MotoGP con Petronas.

Poi, Rea ha aggiunto: "Mi somprende sentire certe voci, anche perché mi trovo in un fine settimana di gare e non ho voglia di parlare d'altro". Come dargli torto? Adesso, sarebbe bello capire come si sia potuta inventare una notizia del genere, ovvero, una non notizia.

FP1 Assen SBK: Rea precede Redding