Era il Gran Premio della Germania del 2018 quando Dani Pedrosa annunciava il ritiro dalle competizioni, dopo tredici anni passati nella top class sempre con Honda e dopo aver vinto tre titoli iridati, uno in 125 e due in 250. Gli è proprio mancata la ciliegina sulla torta, il titolo nella top class, dove l’ha sfiorato per tre volte, ma ha saputo reinventarsi e ha trovato nel ruolo del collaudatore la sua nuova dimensione. E proprio con KTM ha accettato di tornare a disputare un GP. Ovvero quello di Stiria, che si disputerà questo fine settimana al Red Bull Ring, tracciato di "casa" proprio della marca.

La grande crescita KTM


Separatosi da Honda ha subito abbracciato una nuova sfida, sposando la causa della KTM per sviluppare la nuova RC16 e farla crescere. E c’è proprio il suo zampino dietro alla strabiliante crescita della moto austriaca, che l’anno scorso ha raccolto tre vittorie e quest’anno ha in Miguel Oliveira un grande rappresentante. Infatti il portoghese ha chiuso la prima parte di stagione con tre podi all’attivo, tra cui una vittoria, ed è finora il miglior interprete di questa moto.

Aspettative vs Realtà


Ma cosa farà Dani Pedrosa nel Gran Premio di Stiria? Lui che ha sfidato, e in qualche caso anche battuto, i grandi della storia? Questa sarà la sua gara dopo due anni e mezzo completi di digiuno e la farà in ottica collaudatore. Aspettarsi un risultato concreto, forse è un po’ troppo, ma non poniamo limiti alla provvidenza. E godiamoci l’idea romantica del suo, anche se temporaneo, ritorno. Del piccolo grande samurai che non ha raccolto quanto meritato, ma che è stato uno dei piloti più forti della storia.

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