E' stato un viaggio lungo 581 giorni. Ma non uno di quelli in cui ti godi il riposo, torni abbronzato e con la valigia piena di nuovi sogni. Per Marc Marquez i nove mesi in cui è dovuto stare lontano dai tracciati a causa dell'infortunio al braccio sono stati un calvario. Si arriva al numero 581, poi, per riuscire a rivederlo finalmente sul podio dall'ultima vittoria iridata: è il 20 giugno 2021. Honda e Repsol, in un video, hanno voluto ripercorrere questo lungo cammino che ha portarto Marquez alla sua personale rinascita.

“Sono cambiato”


Tutto è partito da Jerez 2020, 366 giorni prima la vittoria in Germania arrivata in questa stagione 2021: la brutta caduta con Marc nella ghiaia visibilmente dolorante. “E' stato un highside mostruoso!” - si sente nel commento del video - “Speriamo che non sia niente di serio per il campione del Mondo”. E invece la dura verità, la frattura dell'omero e tutta la lunghissima riabilitazione che ne è scaturita tra alti e bassi e un totale di tre interventi tanto da dover rinunciare anche alle prime due gare in Qatar dell'attuale stagione, fino al rientro nel GP del Portogallo: “Dopo l'infortunio - ha detto il numero #93 - la concezione che avevo della vita è un po' cambiata. Si dice che dopo un periodo difficile impari, cambi e il tempo mi dirà se tutto ciò sarà stato in meglio o in peggio”.

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“L'otto volte campione del mondo è tornato!”


Il GP del Portogallo ha segnato la prima vera svolta nel lungo viaggio di recupero di Marquez: una gara non facile nella quale lo spagnolo è riuscito a chiudere al settimo posto. Di rientro al box Honda tutta la sua squadra era lì ad applaudirlo: “Ragazzi - è il commento del suo capotecnico Santi Hernardez - andiamo tutti fuori ad accoglierlo e facciamogli un applauso per la gara fantastica che è riuscito a fare”. Marquez lascia la RC213V, si toglie il casco e i guanti, si siede alla sua postazione e le lacrime iniziano a sgorgare lente: “Sono una persona che riesce a tenere sempre dentro le proprie emozioni - si racconta nel video - e non so in quell'occasione cosa sia successo, ho visto tutti lì per me che mi applaudivano ed ho iniziato a piangere. Non so neppure io perchè, il mio braccio non era poi così dolorante. Ho cercato di tenermi tutto dentro ma è stato impossibile”. Poi un Marquez diverso da quello che conoscevamo un tempo: “Sono arrivato settimo e sono contento, quando mai avrei detto che una cosa del genere sarebbe potuta accadere. Io che al massimo arrivavo terzo o quarto. La mia mentalità è senza dubbio cambiata. È totalmente differente e dovrò fare piccoli passi avanti ogni volta per tornare quello di una volta”.

Il Re è tornato


Alla vigilia del Gp della Germania gli occhi, inutile dire, erano tutti puntati su di lui. Lui, che aveva già vinto al Sachsenring 10 volte e che nonostante non fosse al top della forma fisica era considerato da tanti il predestinato a compiere l'impossibile. “Avevo molti dubbi - ha commentato Marquez - non mesi prima, ma pochi giorni prima non riuscivo a guidare la moto come avrei voluto. In più arrivavo da tre gare con tre cadute. Dentro di me mi dicevo, “questo weekend sarà difficile ma sarà il giorno giusto per riuscirci””. E così è stato, per il pilota Honda è arrivata l'11esima vittoria sul tracciato tedesco e la prima dopo un viaggio di incertezze e paure dall'ultima vittoria iridata durato 581 giorni: “Non è stata solo una vittoria - ha concluso - è stata qualcosa di più. Sono stati tempi duri per me e per tutta la squadra, so che torneremo al top e questo è stato solo il primo passo”.

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