Il prossimo weekend segnerà il ritorno del Motomondiale dopo la lunga pausa estiva e assieme alla MotoGP ricompare anche Chicho Lorenzo, protagonista della sua chiacchierata rubrica YouTube ‘Motogepeando’.

L’argomento di questa settimana è, ancora una volta, Joan Mir e la sua poco convincente stagione da campione del mondo in carica. 

Dopo il Mondiale vinto nel 2020, Mir occupa attualmente la quarta posizione in classifica generale con 101 punti, 3 podi all’attivo e nessuna vittoria. Il punto debole del numero 36 continua a essere la qualifica, un Tallone d’Achille che accompagna il pilota Suzuki sin dal suo debutto nella top class.

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"Mir non è esplosivo sul giro secco"


A tal proposito, Lorenzo Senior ha detto: “All’inizio della stagione dicevamo che Joan avrebbe dovuto migliorare il suo punto debole, ovvero le partenze, in particolare la posizione occupata in griglia. Anche se riesce a rimontare molto bene, non riesce ad arrivare ai piloti davanti, anche recuperando 3-4 posizioni. Mi sarebbe piaciuto un miglioramento in questo ambito, da parte sua”.

Un problema che, sempre a detta di Chicho, il campione del mondo si trascina sin dalle categorie minori. “C'è una cosa da tenere a mente: i grandi campioni che sono arrivati in MotoGP hanno riscontrato problemi a causa del passaggio a una cilindrata superiore. Quando arrivi in MotoGP incontri il meglio della Moto3 e della Moto2”, ha analizzato Lorenzo. “Quindi magari i tuoi punti deboli, che nelle categorie minori venivano un po’ mascherati, arrivando in ??MotoGP diventano decisivi”.

“Joan non è un pilota esplosivo sul giro secco, se lo fosse avrebbe più pole o prime file. Un problema che in Moto3 non generava alcun problema perché lì hai la possibilità di salire sul podio o di vincere anche se parti 20°. In Moto2 sì, ma quando arrivi in ??MotoGP è anche peggio e tutto questo peggiora. Come potrebbe essere risolto? Beh, dovrà concentrarsi sul diventare esplosivo sul giro singolo, allenandosi”.

L'esempio di Pedrosa, Stoner e Jorge Lorenzo


Ma i grandi campioni devono saper porre rimedio ai propri difetti, ed è qui che arriva la stoccata di Lorenzo a Mir.

“Dani Pedrosa, Lorenzo, Stoner sono stati piloti che hanno dovuto migliorare le proprie debolezze che in altre categorie non erano così decisive. Una delle chiavi dei grandi campioni è l’essere capaci di risolvere i loro problemi”, è l’opinione di Chicho. “Ce ne sono altri, invece, che passano 10, 15 anni nella stessa categoria e non risolvono nulla, sono gli stessi piloti dal debutto al ritiro, con i loro stessi difetti e le loro stesse virtù”.

“Una delle grandi qualità che un campione ha è la capacità di risolvere i suoi punti deboli, di rafforzarli. Guardiamo Jorge Lorenzo: le partenze erano il suo più grande punto debole e sono poi diventate il suo punto di forza. Abbiamo anche il caso di Randy Mamola: era terribile sul bagnato ed è diventato il migliore della sua generazione in quelle condizioni”, ha spiegato il maiorchino, lanciando poi un’ultima stoccata al portacolori Suzuki.

"Marquez non si è mai lamentato della moto"


“Se Lorenzo e Pedrosa non avessero migliorato i loro punti deboli, sarebbero stati i grandi campioni che sono oggi? No. E ci siamo dimenticati di Marc Marquez: è un grande risolutore di problemi, l'ho visto cambiare completamente il suo stile, da quello aggressivo a uno molto più raffinato quando la moto non gli andava bene. Quando si è lamentato Marquez della moto? Mai, questa è una delle grandi virtù dei grandi campioni”.

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