Le richieste di Mir e Rins sono state accolte: dall'Austria, anche Suzuki avrà il suo holeshot al posteriore, così da adeguarsi alle altre moto che già lo montano già da tempo. 

Essendo la GSX-RR l’unica moto del lotto ad aver gareggiato dall’inizio della stagione senza questo device, l’holeshot posteriore era stato chiesto a gran voce da Mir ai tecnici Suzuki e, a partire proprio dalla Stiria, il Campione del mondo 2020 e il suo compagno di squadra potranno competere ad armi pari con la concorrenza e provare a risalire la china in un campionato che vede la casa di Hamamatsu viaggiare ben al di sotto di quanto ci sarebbe aspettati a inizio stagione. A metà campionato, infatti, Mir occupa la quarta posizione in classifica con 101 punti, 55 in meno di Quartararo. Mentre lo sfortunato Rins si trova attualmente in 14esima posizione, con un bottino di soli 33 punti.

L'holeshot


Tutti abbiamo un po' imparato a conoscerlo, l'holeshot non è altro che quel dispositivo che permette alla moto di abbassarsi sia all'anteriore che al posteriore per avere un miglior scatto in partenza evitando il wheeling (l'impennata) ma è un sistema che aiuta molto la moto nelle varie fasi di guida in pista, sia in frenata che in percorrenza e uscita dalle curve, abbassando il baricentro della moto per una migliore guidabilità e limitando i tagli dell'anti-wheeling.

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La versione di Suzuki


Ken Kawauchi, direttore tecnico del Team Suzuki Ecstar, ha confermato questa novità nell'ultimo Suzuki Racing Magazine, spiegando come la pausa estiva abbia permesso alla casa giapponese di “analizzare la situazione e implementare nuove soluzioni” per il resto del 2021.

Siamo certamente soddisfatti della GSX-RR 2021" - ha spiegato Kawauchi - "Ma c'è sempre margine di miglioramento e crediamo che l'arrivo del regolatore dell’altezza aiuterà i nostri piloti a performare meglio. Quando si gareggia in MotoGP, al livello più alto del nostro sport, la sfida per il miglioramento è continua".

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