MotoGP: e se Vinales avesse voluto fare come Kocinski?

MotoGP: e se Vinales avesse voluto fare come Kocinski?

Lo spagnolo, ai ferri corti con Yamaha, sembra aver voluto ricalcare le orme dello statunitense, che nel 1993 manomise la sua Suzuki, prima di passare in Cagiva. Chissà se Aprilia sarà già alla finestra...

Sembra essersi deteriorato in maniera ormai irreparabile il rapporto che lega Maverick Vinales alla Yamaha. Troppi alti e bassi da parte dello spagnolo, che dal lato suo non ha mai fatto mistero di non trovarsi particolarmente a suo agio con l'ultima M1. Tanto da arrivare persino a manometterla nell'ultimo, rocambolesco, GP di Stiria conclusosi con il ritiro di Vinales?

Questo sembrano pensare nel team di Iwata, che questa mattina ha comunicato la sospensione dello spagnolo per la prossima gara in Austria. Eloquente, del resto, la motivazione per cui la squadra ha deciso di non schierare Maverick, accusato di aver "potenzialmente causato danni significativi al motore della sua YZR-M1, che potrebbero aver causato seri rischi al pilota stesso e possibilmente messo in pericolo tutti gli altri piloti nella gara della MotoGP".

Se il primo avvio di gara aveva fatto ben sperare il pilota spagnolo, è con lo schieramento per la ripartenza che sono arrivati i primi problemi e uno spegnimento che ha costretto Vinales, prima, a partire dalla corsia dei box e poi a riportarvici la sua M1.

“Abbiamo cambiato la frizione, ho fatto una partenza normale in griglia per il giro di ricognizione e la moto si è fermata, non so il perché”, aveva raccontato Maverick nel post gara, quando nel paddock iniziavano a circolare le prime voci su un presunto dolo del pilota, che parebbe aver cercato di mandare su di giri la sua Yamaha, riportandola in pit-lane.

Il precedente di Kocinski


Una versione che sembrerebbe avere un certo fondamento e che, sebbene sia ancora da verificare, riporta alla mente un episodio quasi analogo. Era il 1993 quando John Kocinski, insoddisfatto dal rendimento della sua Suzuki nel GP d'Olanda, decise di parcheggiare a bordo pista la sua 250, farne esplodere il motore, mandandolo su di giri, e poi prendere la moto a calci, per mascherare la volontarietà del gesto. Risultato? Il licenziamento in tronco del pilota di Little Rock, che si liberò di una squadra con cui non riusciva a ottenere risultati.

Lo statunitense non rimase molto tempo senza sella, perché Claudio Castiglioni lo mise sulla Cagiva C593 per le ultime gare stagionali. Viene dunque da chiedersi: che la storia possa ripertersi? Aprilia, che in questi giorni avrebbe dovuto annunciare il suo passaggio nel team per il prossimo anno, potrebbe decidere di giocare di anticipo e piazzarlo prima sulla RS-GP?

I possibili scenari


Lecito sognare visto che i presupposti ci sono tutti: Vinales potrebbe salire sulla terza Aprilia usata da Andrea Dovizioso per i test, già dal prossimo GP in Inghilterra, dove gli infortunati Savadori e Morbidelli dovrebbero rientrare nelle rispettive squadre di appartenenza. E nel team ufficiale Yamaha? Il nome più probabile per sostituire lo spagnolo sarebbe quello del collaudatore Cal Crutchlow, ma all'orizzonte potrebbe esserci anche l'ipotesi di uno scambio, ben più romantico, che potrebbe portare Dovizioso in sella alla M1 griffata Monster Energy.

Tutta ancora da stabilire la piega che prenderà la vicenda dopo il Red Bull Ring, ma quello che sembra certo è che il prosieguo di stagione della Yamaha difficilmente contemplerà nel box la moto #12. Volontarietà o meno dello spagnolo.

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