Al campionato 2021 Marco Bezzecchi si è affacciato come uno dei favoriti al titolo della classe di mezzo, ma nessuno si sarebbe aspettato un dominio così importante del duo del Team Red Bull KTM-Ajo. Remy Gardner e Raul Fernandez, destinati a rifare coppia l’anno prossimo in MotoGP sulla KTM-Tech 3 hanno spadroneggiato vincendo cinque dei dieci GP disputati e il romagnolo dello Sky Racing Team VR46 è il primo degli inseguitori, con 44 punti di ritardo dopo la vittoria nel GP Stiria. Mentre è concentrato per trovare il modo per raggiungere l’australiano e lo spagnolo, il suo nome si fa spazio con prepotenza nel mercato MotoGP, diviso tra la squadra del suo mentore Valentino Rossi e il Team Petronas, dove con il passaggio di Franco Morbidelli al team ufficiale Yamaha e la probabile uscita di Rossi, la line-up è tutta da decidere. Di certo, una squadra che vuole far crescere i giovani talenti, non può che essere interessata al ventiduenne. Insomma, il futuro promette bene, ma la mente di Bezzecchi resta concentrata sull’attualità “Per passare nella top class da campione del Mondo”.

Moto2, GP Stiria: le pagelle del Red Bull Ring

"L'atteggiamento giusto è non mollare mai"


Marco, come commenti queste prime gare?

“È la classica Moto2 dove sembra tutto uguale, ma in realtà non si sa cosa cambia ed è sempre tutto diverso. È stato un inizio più difficile del previsto. Nei test andavo molto più forte. Non mi aspettavo di faticare così tanto nelle prime gare, però basta niente e cambia tutto".

Sei tornato dal Qatar certamente insoddisfatto, con due quarti posti, ma poi ti sei ripreso.

"A Jerez ho fatto una bella gara. Potevo vincere, purtroppo ho commesso un errore e ho chiuso secondo, ma ci voleva dopo l’inizio che ho avuto. Di base poi siamo sempre stati lì pronti per lottare per la vittoria, ma c’è mancato un pelo: ad Assen ero forte, pensavo di poter vincere, però in qualifica qualcosa è andato storto. In gara mi è caduto Lorenzo Dalla Porta davanti, ho perso terreno e ho concluso quinto”.

Che voto ti dai per la prima parte di stagione?

“Sei e mezzo. Siamo stati più bravi rispetto ai risultati che abbiamo ottenuto, ma se siamo a posto e non andiamo così bene significa che sbagliamo qualcosa. Magari sono molto critico, ma è giusto essere obiettivi”.

Cosa serve per fermare Gardner e Fernandez?

"Non fare errori e trovare qualcosina che ci aiuti con le gomme o con il setting della moto. Che mi faccia semplicemente guidare un po’ più a mio agio. Ma non sto parlando di qualcosa di grande”.

Qual è il loro punto forte?

“Fanno la differenza nei primi giri: vanno subito fortissimo ed è strano. Il livello della Moto2 bene o male è lo stesso per tutti: la moto, il motore e le gomme sono uguali, certo che se sei più forte vai più forte, ma non dai un secondo al giro a tutti. Ci deve essere qualcos’altro che sono stati bravi a trovare”.

Tra le piste che ti aspettano in calendario, dove senti di poter fare la differenza?

"Al Red Bull Ring, poi guardo a Misano e anche Aragón mi piace: l’anno scorso ero in testa e poi sono scivolato”.

"Rossi mi sta molto vicino"


Quale pensi sia il valore aggiunto del tuo team?

“La squadra fa una grandissima differenza. Ti devono fare star tranquillo, dare il supporto di cui hai bisogno e trasmetterti serenità, oltre a metterti a posto la moto. Se c’è una bella alchimia tra le persone, si trova il modo di andare veloce. Se poi sei tranquillo la moto va meglio. Se si cercano i tempi di continuo non arrivano. Per me il team ha un’importanza fondamentale. Mi diverto moltissimo con loro, c’è un clima familiare”.

Il tuo nome circola nel mercato della MotoGP, come lo vivi?

“Bene, sono contento, ma allo stesso tempo molte cose mi infastidiscono perché c’è una pressione attorno a questo aspetto. Molte persone vogliono sapere cose che non so neanche io. Se c’è questa voce significa che c’è una possibilità, quindi sono contento. È il sogno di una vita”.

Qual è il tuo desiderio?

"Andarci, in MotoGP, ma da campione del Mondo. Tanto è inutile fare programmi. Semplicemente bisogna sentirsi pronti”.

Valentino Rossi come ti sta supportando in questa stagione?

“Ultimamente mi è stato molto vicino anche alle gare. È stato proprio un amico, più che un capo. Mi fa stare sereno, mi aiuta a porre obiettivi sempre ben chiari, così da avere bene in testa quello che voglio fare. È contento perché ha visto quanto impegno ci metto, quanto sono sul pezzo, quanta voglia ho di fare. Il Mondiale è lungo, sono abbastanza tranquillo. L’agitazione tante volte te la mettono le persone all’esterno. È difficile perché hai gli occhi di tutti addosso, ma è bello, non puoi farti abbattere da queste cose”.

Come descrivi Marco Bezzecchi fuori dalle piste?

“Solare, molto determinato e consapevole di quello che vuole. Sono tranquillo, do molta importanza agli amici e agli abbracci. E sono innamorato della moto, in tutto e per tutto, è come se fosse una persona per me, abbiamo un bel rapporto. Le ho anche dato un nome, Martina, perché significa ‘Sogna in grande, ma non troppo discostato dalla realtà’. Questo mi ha colpito”.

Moto2, Bezzecchi torna a vincere: “Messo un po' di pressione a Gardner”