Dietro alla sesta posizione conquistata da Pecco Bagnaia nel venerdì di Aragon c’è tanto da raccontare. Al di là della classifica infatti c’è da testimoniare la grande fiducia del piemontese, che mai come oggi pare aver subito trovato sulla sua Ducati tutto quello che cercava.

“Non è successo spesso in questa stagione che entrassi in pista e mi trovassi subito bene con tutto – racconta Pecco – ma oggi è stato così. Stamattina ho fatto due uscite da dieci giri ed il tempo peggiore era solo a due decimi dal migliore, quindi il passo era buono mentre oggi pomeriggio ho provato la dura e mi sono trovato bene. La caduta è stata una stupidaggine, che comunque non mi ha tolto la confidenza: il time attack poteva andare meglio, ma resta una giornata molto positiva”.

Pecco prosegue il suo racconto, confermando come il cambio di rotta dalla passata stagione (su questa pista) sia davvero evidente.

“Dopo la FP1 ho detto alla mia squadra di non cambiare nulla perché andava tutto bene. E’ incredibile come le cose possano cambiare in un anno, dato che l’anno scorso ho sofferto molto su questa pista, mentre oggi tutto è andato nel verso giusto: penso che il miglioramento dipenda sia dal cambio di temperature che da me stesso. Ovviamente occorre aspettare la gara, dove i problemi spesso emergono, ma al momento sono veloce”.

 Bagnaia: “Troppo presto per scegliere le gomme”


Il tema della conversazione diventano poi le gomme, con Bagnaia ancora sulla difensiva per quanto concerne la scelta per la gara, per tante ragioni.

“Se dovessi scegliere ora direi che la dura all’anteriore è la scelta migliore, in base alle temperature incontrate oggi durante la giornata, ma la realtà è che non abbiamo ancora abbastanza dati per poter decidere con certezza”.

Restando sul lato tecnico il portacolori Ducati dice la sua sull’abbassatore Ducati, che sembra al momento uno dei migliori o addirittura il top in griglia.

“Non saprei dire se posso controllare la velocità con la quale il posteriore si abbassa, ma certamente il movimento avviene in maniera molto morbida: d’altronde Ducati ci sta lavorando da tre anni, quindi è normale che possa essere più performante rispetto a quello di altre moto concorrenti”.

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