Il podio di Aragon non ha soddisfatto completamente il campione del mondo, che fatica a trovare un feeling costantemente buono con la sua Suzuki. Tanti buoni piazzamenti e 4 podi fino ad ora per Mir, che gli valgono la terza posizione in campionato, tuttavia lo spagnolo è consapevole che manca il guizzo, una vittoria che lo lancerebbe nella lotta al titolo, al momento fuori portata.

Podio per Mir nel 2020: "L'anno scorso ero stato forte"


La pista intitolata a Marco Simoncelli ha già regalato soddisfazioni al campione del mondo, che l'anno scorso finì terzo. Quest'anno però la situazione è leggermente diversa: "Vedremo come mi sentirò in moto, questa è una pista dove l’anno scorso ero riuscito ad essere forte, tranne che in qualifica, e cercheremo di migliorare in quest’area. Sarà difficile essere in lotta per il podio ma ci proverò. Penso che la moto andrà bene. Lavoraremo su un nuovo dispositivo al posteriore, dove guadagniamo in accelerazione ma perdiamo un po' troppo in frenata”.

Per lo spagnolo è fondamentale lo step in avanti che bisogna fare dal punto di vista tecnico: "Credo che avremo qualcosa da provare in ottica 2022 ma dobbiamo dare priorità a quest’anno, per provare a fare uno step in avanti. Avremo un po' di specifiche da provare domani. Se potessi sceglierei di avere un po' più di motore. Infine, Mir si è espresso sulla possibilità di avere un team satellite per la Suzuki e sull'evenienza che il compagno di squadra possa aiutarlo in ottica titolo: "Sicuramente avere un team satellite sarebbe un grosso aiuto perché avremo dati da condividere tra più piloti. Potrebbe aiutare Suzuki ad aumentare il proprio livello. Però alla fine è meglio concentrarsi su due piloti e dare il massimo in questo modo. Il titolo? Quartararo è lontano per pensare a strategie o cose simili, ma eventualmente penso che Rins mi aiuterebbe".

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