Aleix Espargaro: "I morti? Il problema è la direzione che sta prendendo il nostro sport"

Aleix Espargaro: "I morti? Il problema è la direzione che sta prendendo il nostro sport"© Milagro

Alla vigilia del GP Americhe che vedrà la MotoGP impegnata ad Austin, Aleix Espargaro ha espresso la propria opinione sulla situazione attuale del motociclismo e sui cambiamenti necessari per evitare tragedie come quella di Dean Berta Vinales

Aleix Espargaro è tra le persone più vicine a Maverick Vinales in questo periodo difficilissimo, segnato dalla morte del cugino Dean nella Supersport 300. È stato proprio Aleix, alla vigilia del GP Americhe, ad applaudire la scelta di Maverick, che non sarà in pista ad Austin in questo weekend.

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“Ho chiesto a Vinales se voleva stare con me”


“Prima di tutto rispetto la decisione di Mav e applaudo a questa scelta perché non è una situazione facile, nemmeno per l’Aprilia. Conosco questo sport e ne conosco anche i rischi” ha raccontato il pilota di Granollers. “Anch'io ho un fratello che corre, quindi so cosa si prova quando qualcuno che ami si fa male”.

“Ho subito parlato con Maverick e gli ho chiesto se voleva stare con me, così non sarebbe stato solo durante questi giorni ad Austin, ma alla fine ha preso una decisione che penso sia quella giusta e lo rispetto molto, e sono molto orgoglioso di come Aprilia lo ha sostenuto e si è comportata".

“Servono cambiamenti”


Espargaro è tra i piloti che chiedono alla Dorna di evitare il ripetersi di tragedie come quella di Jerez: “Che le cose debbano cambiare è evidente. Il vero problema non sono i tre morti degli ultimi mesi, ma la direzione che sta prendendo questo sport” ha continuato il #41. “Quello che mi preoccupa è che nelle categorie minori le moto sono meno potenti e molto simili, quindi è più facile andare più veloci e allo stesso tempo è più difficile fare la differenza come pilota. Acosta ne è un buon esempio. Sicuramente ci saranno tanti spunti da discutere, l'età dei piloti sarà un punto di discussione ma dobbiamo fare molto di più”.

“Personalmente ho diverse idee, le ho messe per iscritto e le darò alla Dorna. Bisogna tener conto dell'età. L'elettronica è qualcosa su cui si potrebbe lavorare molto e noi abbiamo fatto poco”.

“Per me quello che non funziona è che i bambini corrano sui grandi circuiti senza l'esperienza necessaria. Ma oggi tutti vogliono guidare le moto più potenti, nelle categorie superiori. Con le minimoto si rischia meno e si impara lo stesso” ha concluso il 32enne spagnolo.

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