GP Americhe, Zarco torna dopo lo stop: “Bene il braccio, ma la vera prova sarà in pista”

<p>GP Americhe, Zarco torna dopo lo stop: “Bene il braccio, ma la vera prova sarà in pista”</p>

Il francese dopo l'operazione al braccio per sindrome compartimentale è pronto a tornare. Le FP1 saranno un banco di prova importante e sui risultati altalenanti dell'ultimo periodo non cerca scuse: “Il mio corpo sembrava diverso ma non voglio che sia una scusa”

Johann Zarco è reduce dall'intervento al braccio per sindrome compartimentale, ma è già arrivato ad Austin per prendere parte al Gp delle Americhe (qui tutti gli orari). Il francese ha detto di stare abbastanza bene, ma le FP1 saranno un banco di prova importante per capire il suo vero stato di forma fisica.

“Non ho dolore”


“L'operazione è andata bene - ha detto – ha avuto un buon successo. La sensazione al braccio adesso è buona e non ho dolore. Ho preso degli antidolorifici dopo l'intervento, quelli che erano necessari, ma poi non ne ho presi altri. Mi sento bene e i movimenti del braccio migliorano di giorno in giorno, quindi sono felice per questo. Sono convinto sia stata la decisione più giusta da prendere, il nostro corpo è qualcosa di importante”.

“Nessuna scusa”


Il francese ha quindi parlato, più nello spacifico di cosa si aspetta da questo fine settimana ad Austin: “Questo circuito è molto fisico, e di sicuro sarà un bel test per capire le mie condizioni. Quando inzieranno le Fp1 potrò capire veramente come mi sento, guidando la moto”.

Per Zarco, la stagione 2021 era partita alla grande tanto da riuscire ad insidiare Fabio Quartararo sempre in vetta alla classifica iridata. Poi, una serie di risultati non nelle sue corde, complici forse, anche i successi del compagno di squadra e rookie Jorge Martin che lo avevano destabilizzato. E anche il braccio potrebbe aver fatto la sua parte. Ma il francese non vuole scuse: Non voglio che sia una scusa – ha concluso – ma nelle ultime due gare forse il dolore ha sortito i suoi effetti negativi. Oltre al dolore al braccio, infatti, il mio corpo sembrava diverso, come se stesse proteggendo il braccio. Magari in condizioni diverse avrei potuto guidare meglio”.

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