Il rientro di Andrea Dovizioso è stato a lungo discusso: chi ha detto che una volta uscito di scena per lui sarebbe stato difficile rientrare ed essere competitivo, e chi invece lo dava subito in lotta per le prime posizioni. Dovi ha avuto un modo tutto suo di vedere questo ritorno, ma se la prima gara a Misano ha faticato tanto, ad Austin è arrivato a punti.

C'era da aspettarsi di più?


L'asticella per il 2021, per Andrea Dovizioso, non aveva e non ha alcun tipo di pretese. Al suo rientro a Misano, dopo quasi un'intera stagione di “stop” e una nuova moto tutta da scoprire, l'ex pilota Ducati ha faticato molto a trovare il feeling con la M1, tanto da dire di essersi concentrato soltanto sulla posizione in moto. Troppo presto per parlare di buon feeling, troppo presto per riuscire a carpire dettagli e informazioni utili per sviluppare la M1. Poi i test, sempre sul tracciato italiano, che sicuramente saranno serviti per avere ulteriori riferimenti ed infine il GP delle Americhe. Pista molto difficile, ma che Dovi aveva detto sarebbe stata utile come ulteriore banco di prova. E così è stato. Scattatto dalla 14esima posizione in griglia di partenza, il pilota di Forlì ha chiuso 13esimo ottenendo i primi punti iridati con la Yamaha. C'è chi penserà che sia poco, che dal ritorno di Andrea c'era da aspettarsi di più, ma ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione.

La Top 10 può arrivare ma non è scontata


Dovizioso, intanto, sta guidando la ex moto di Franco Morbidelli, una versione 2019 rivisitata, che neppure a Morbido “andava giù”. Se guardiamo i risultati ottenuti da Franco prima dell'intervento al ginocchio, e quindi quando correva con laM1 del team Petronas, a parte tre volte in cui è arrivato in Top 10 (quarto in Portogallo, terzo in Spagna e nono in Catalogna), nelle altre gare ha faticato molto. E stiamo parlando di un vice campione del mondo nel 2020 che conosce la M1 come le sue tasche.

Per Dovizioso il discorso è ben diverso: la sua ultima esperienza di 8 anni è stata legata ad una Ducati, moto completamente diversa da una Yamaha. In più, nei mesi in cui non ha guidato una MotoGP ha comunque perso quel feeling che gli altri piloti hanno continuato ad avere. Basti guardare quanto, da stagione a stagione, aumenti sempre di più il livello di guida dei piloti in pista e quello delle Case costruttrici. Insomma, chi pensava che Dovi una volta tornato sarebbe stato subito da Top 5 aveva fatto sogni troppi grandi, esagerati. Eppure Andrea, ad Austin, ha comunque stupito. Considerando che ci sono state due cadute, è arrivato comunque a punti e davanti ai suoi compagni di squadra: Valentino Rossi in Petronas e Morbidelli con la Yamaha Factory. Sicuramente un primo miglioramento c'è stato, adesso non resta che attendere le ultime tre gare e poi riparlarne a nuova stagione 2022. Ma intanto, cosa possiamo aspettarci da questo 2021? Non di più di quello che abbiamo visto fino ad oggi. Dovizioso può ambire ad un posto in Top 10, e l'obiettivo di questo finale 2021 potrebbe essere alla sua portata.

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