Enea Bastianini è un grandissimo talento e non siamo certo noi a scoprirlo. Il sesto posto ottenuto al termine del GP delle Americhe, maturato anche grazie alle schermaglie tra Mir e Miller, è l’ennesima dimostrazione del percorso di crescita che il pilota riminese sta affrontando al suo primo anno in top class.

Una crescita costante


Il Campione del Mondo 2020 della Moto2 ha affrontato la nuova avventura marchiata Ducati-Avintia con il suo consueto approccio calmo e attento, che gli ha permesso di prendere ben presto le misure alla nuova categoria: a testimoniarlo sono i 6 piazzamenti a punti ottenuti nei primi 9 GP dell’anno, con il nono posto di Portimao come miglior risultato.

Dopo la pausa estiva, è arrivato il primo ‘click’ importante per Bestia, che già nelle qualifiche di Silverstone aveva dimostrato di avere il passo per entrare nella Q2 prima della caduta che lo aveva estromesso dalla lotta. A seguire è arrivato il sesto posto di Aragon, prima del magnifico podio di Misano seguito a ruota dall’ottima prestazione di Austin.

Risultati ottenuti non disponendo certo di un equipaggiamento di prim’ordine, ovvero un’ottima GP19 ma pur sempre vetusta rispetto a quasi tutte le altre moto in pista.

Un’inferiorità tecnica che rimarrà anche nel 2022, quando Enea avrà a disposizione una Ducati GP21 aggiornata. Il contrario di quanto avverrà per l’attuale compagno Luca Marini, destinato a salire in sella alla nuova GP22.

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Scelta logistica


Una scelta che ha il sapore dell’ingiustizia guardando i risultati in pista del fratellastro di Rossi (solo 30 i punti conquistati da Marini contro i 71 di Bastianini), probabilmente dovuta al sostegno economico promesso dal nascente team VR46.

Bastianini merita di avere la moto “giusta” nel 2022, senza se e senza ma. Ha dimostrato di avere il potenziale per stare con i top riders della MotoGP e per riuscirci stabilmente ha bisogno di poter lottare ad armi pari con i suoi avversari.

Paolo Ciabatti, Ducati Corse Sporting Director, ha provato a motivare la scelta presa dalla Casa di Borgo Panigale. “Onestamente, non è possibile (dare una moto ufficiale a Bastianini, ndr)", ha ammesso Ciabatti a The-Race.com  Per noi realizzare più di cinque moto nel 2022 è quasi impossibile. Non solo per ragioni di costo, ma per ragioni organizzative e logistiche. Sono tutte parti nuove e talvolta potrebbero avere alcuni problemi di affidabilità. Non è possibile. Quest'anno Enea sta usando una moto del 2019 e poiché non abbiamo potuto sviluppare nuovi motori dal 2020 al 2021, la moto è rimasta più o meno la stessa. Il prossimo anno avrà una GP21 con specifiche molto recenti”.

Comprensibili motivazioni logistiche che danno vita a una disparità difficilmente dirigibile dai tifosi, che continuano a chiedersi: “Perché dare una moto ufficiale a Marini e non al buon Enea?”.

This is business. Con buona pace dei risultati in pista. Pista dove, anche nella prossima stagione, Enea dovrà sudarsi il giusto trattamento tecnico a suon di risultati e tanto lavoro.

Niente di nuovo, per un pilota che ha sempre sudato ciò che ha ottenuto e che saprà farlo anche stavolta.

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