Ci sono momenti nella vita che non si dimenticano. Attimi, suoni e immagini che diventano ricordi legati indissolubilmente a un luogo, a una data, e a un’emozione. A un avvenimento tanto atteso, quanto difficile da raggiungere, come la prima vittoria nel Motomondiale. Misano, 11 settembre 2016. Una giornata impressa a fuoco nella memoria di Lorenzo Baldassarri, che quel giorno ha conquistato il suo primo successo in Moto2, prendendosi la rivincita dopo la beffa del Mugello di qualche mese prima.

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Una vittoria tanto ambita


Già a maggio, infatti, il pilota di San Severino Marche aveva annusato il profumo della vittoria, che gli era scappata per soltanto 30 millesimi di secondo, al termine di una battaglia serrata con il campione del Mondo in carica (e destinato a ripetersi), Johann Zarco. Una gara pazza quella del Mugello. Combattuta sulla distanza di dieci giri, dopo una bandiera rossa al quinto passaggio e tanti intoppi nella ripartenza, che non avevano deconcentrato né “Balda” né il transalpino, protagonisti indiscussi del GP. Tra sorpassi e controsorpassi, erano arrivati ad affrontare l’ultimo giro in tandem, con l’allora diciannovenne francobollato al codone della Kalex di Zarco. Giunti sul rettilineo, il pilota del Team Forward Racing aveva tentato di vincerla in volata, ma la scia del francese non era bastata per passare al comando e Lorenzo si era dovuto accontentare del secondo posto.

Una beffa per chi, quella vittoria, l’aveva sognata a lungo. Una batosta, che però sarebbe servita a Lorenzo per farsi trovare pronto, carico e determinato sette gare più tardi, nel GP San Marino e Riviera di Rimini. Il suo grande giorno. Quello in cui ogni tassello sarebbe andato finalmente al suo posto, per trasformare una giornata speciale in una domenica memorabile. Lo ammette lo stesso Lorenzo: “Ho dei ricordi stupendi” dice, ripensando a quel giorno di quasi quattro anni fa. “È stato uno dei momenti più belli della mia vita, perché la tanto attesa vittoria in Moto2 è arrivata proprio nel Gran Premio di casa. Non c’era momento più bello secondo me, perché c’era il calore del pubblico italiano e c’erano anche i ragazzi del fans club, che era nato da poco, ed erano venuti a sostenermi”.

E se conquistare la prima affermazione davanti ai propri tifosi non era già abbastanza magico, a rendere tutto ancora più emozionante è stata la data stessa del tredicesimo appuntamento del Mondiale. 11 settembre. Come l’anniversario degli attentati alle Torri Gemelle di New York di 15 anni prima, alle cui vittime il Team Forward aveva voluto rendere omaggio avvolgendo le Kalex di Luca Marini e Baldassarri con una livrea celebrativa, bianca, rossa e blu, con le stelle, come i colori della bandiera americana. Ma 11 settembre anche come il giorno della nascita di uno degli idoli di Lorenzo, il due volte campione della 500 Barry Sheene, che ha ispirato il 7 che il marchigiano utilizza in gara. Misano era anche l’occasione propizia per riportare la bandiera italiana sul gradino più alto del podio della Moto2, una gioia che mancava da quattro anni, con la vittoria di Andrea Iannone, anche in quel caso in casa, ma al Mugello.

"Fui veloce sin dal venerdì"


Il ragazzo di San Severino Marche aveva tutte le carte in regola per trionfare a Misano e lo sapeva benissimo. Ancor prima ben prima dello spegnersi dei semafori. "Era tutto il weekend che ero in forma. Già dalle FP3 avevo un gran passo ed ero molto fiducioso per la gara” ricorda Baldassarri. "In qualifica ero riuscito a conquistare la prima fila, ma la vittoria era tanto attesa già dalle gare precedenti. Al Mugello me l’ero giocata con Zarco fino all’ultimo. Mi aveva soffiato il successo per pochi millesimi. Volevo la rivincita, perché lui partiva in pole position". Ma la gara di Misano non è stata il desiderato re-match, perché il vero avversario di “Balda” non è stato il francese, ma un altro nome che oggi è in MotoGP. Scattato perfettamente dall’ottava casella, nel giro di poche tornate Alex Rins si era portato a ridosso dei primi, mentre il transalpino perdeva terreno, dopo aver condotto la gara per i primi quattro giri.

Portatosi in testa alla corsa, lo spagnolo ha tentato la fuga, creando un gap di quasi due secondi nei confronti della Kalex numero 7, prima delle inseguitrici. Ma il gran passo di Lorenzo gli ha permesso di rosicchiare decimi su decimi all’iberico, tornandogli sotto a cinque giri dalla fine, per sferrare l’attacco decisivo alla penultima tornata. Un finale al cardiopalma, con Rins incollato fino al curvone, dove all’ultimo passaggio è però finito largo per non tamponare Baldassarri, spianandogli così la strada verso il traguardo, tagliato dopo un piccolo brivido che Lorenzo ricorda ancora.

“Nel penultimo giro avevo chiuso tutte le porte, perché pensavo che fosse l’ultimo – racconta – però quando ho visto che non c’era la bandiera a scacchi mi sono detto: ‘Cavolo! Un altro giro. Adesso mi frega’. Avevo scoperto tutte le carte. Invece sono stato più furbo io, perché lui mi voleva cogliere di sorpresa, ma io ho frenato davvero avanti al curvone e lui è andato largo. Non me n’ero nemmeno accorto, quindi ho spinto fino alla bandiera a scacchi. Ci è voluto un po’ per realizzare quello che avevo fatto”. Una grande impresa, in una giornata che non poteva essere meglio di così.

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