MotoGP, a casa dell'idolo Valentino arriva la consacrazione di Quartararo

MotoGP, a casa dell'idolo Valentino arriva la consacrazione di Quartararo

A due gare dal termine della stagione, El Diablo mette il suo sigillo sul campionato, approfittando della caduta di Bagnaia. Un primo grande passo nella storia della classe regina, in attesa di scoprire se sarà lui il successore del Dottore

Misano non poteva essere teatro più bello in cui vincere il primo titolo iridato in MotoGP. Ne sa qualcosa Fabio Quartararo, che proprio sul tracciato dedicato a Marco Simoncelli, è andato a vincere con due gare d'anticipo il vessilo più ricercato dai piloti.

Un successo arrivato dopo una gara rocambolesca, in cui "El Diablo" ha messo in scena una rimonta furiosa dalla 15esima posizione, agevolata da diverse cadute - tra cui quella dello stesso Francesco Bagnaia -, che nulla tolgono comunque alla sua prestazione, che gli avrebbe permesso di festeggiare sul podio, senza il sorpasso subìto da Enea Bastianini all'ultimo giro. Un piccolo neo in una domenica in cui si è respirata un'atmosfera incredibile, nel giorno dell'ultima gara in Italia dell'idolo di Fabio, Valentino Rossi.

Sembra facile ma non è


Un 2021 che è sembrato essere fin troppo facile per Fabio, 22enne di Nizza alla sua terza stagione in Top Class. Le cinque vittorie, i due secondi posti e i tre terzi posti sono arrivati con grande agilità, non solo rispetto agli avversari delle altre Case, ma soprattutto rispetto ai suoi compagni in Yamaha. Con tutte le turbolenze che ci sono state in questa stagione alla Casa di Iwata, Fabio è stato l'unico a riportare il sole. E i suoi sorrisi puri, stampati su un faccino pulito che dimostra ancora meno anni della sua giovane età, sono quelli che in questo 2021 hanno contribuito a portarlo in alto.

Al contrario dello scorso Campionato in cui, da favorito e in testa alla classifica generale per oltre metà parte della stagione, a causa di una troppa pressione che non ha saputo gestire, si è ritrovato ottavo. Un volo in un precipizio altissimo che ad inizio 2021 in molti lo davano già come quello “che non ce l'avrebbe fatta” neppure quest'anno perchè incapace di avere il giusto autocontrollo. Queste persone si sbagliavano di grosso: Fabio ha lavorato su se stesso andando anche da uno psicologo sportivo e, grazie anche al suo aiuto, si è dimostrato capace di mantenere il sorriso in ogni circostanza. Perchè diciamocelo, anche se è sembrato tutto facile, non è stato proprio così. Non dimentichiamo anche l'operazione subìta al braccio per sidrome compartimentale, dopo il GP di Spagna. Quartararo era in lotta per la vittoria, ma a causa del forte dolore riuscì a chiudere solo 13esimo. Per non parlare poi dell'incoveniente della tuta che si aprì nel GP di Barcellona e che gli costò una penalità, che lo fece retrocedere di 3 posizioni ( da terzo a sesto).

Destini che si intrecciano


Dove si nasconde, quindi, quella semplicità con cui è sembrato che “El Diablo”, soprannome che si è dato al suo ingresso nella classe regina, abbia vinto il titolo iridato? È da ricercare nella costanza con cui ha saputo portare a casa punti anche quando la sua M1 non era al top, nella sua velocità e linearità di guida che ricorda quella fluida da pittore di traiettorie di Jorge Lorenzo, così come nella superiorità che ha avuto nei confronti dei suoi stessi compagni di squadra. Mentre Maverick Vinales, quando era ancora in Yamaha, faticava e batteva la testa al muro senza trovare soluzioni plausibili, il francese racimolava punti su punti dimostrando un feeling impressionante con l'M1 che si è cucito addosso come fosse un vestito. Di quelli blu, da sera molto eleganti, che lo ha fatto apparire al meglio nel momento in cui si è appoggiata sulla sua testa la tanto ambita corona. Nel giorno in cui Misano era sovrappensiero per l'ultima gara italiana di Valentino Rossi che proprio alla squadra di Iwata ha portato quattro titoli iridati e con la quale ha condiviso 17 anni di carriera, il francesino ha festeggiato il primo di tanti (siamo sicuri che sarà così) successi che gli ha lasciato in eredità lo stesso Rossi. Sarà il suo successore? Di sicuro in Yamaha lo è, ma Fabio avrà una strada tutta sua da percorrere. E oggi ha fatto il primo grande passo, da grande, proprio nella Misano interamente glassata di giallo per il suo più grande idolo. Destini che si intrecciano.

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