MotoGP: il "vero" Marc Marquez è tornato a Misano, insieme a Honda

MotoGP: il "vero" Marc Marquez è tornato a Misano, insieme a Honda© Milagro

Marc ha vinto su una pista ricca di curve a destra, smentendo chi sosteneva che il braccio ancora lo limitasse, trionfando a casa di Rossi. Pol Espargarò è salito sul podio, esibendo la miglior prestazione stagionale. La doppietta HRC è un antipasto 2022?

25 ottobre

Marc Marquez è tornato, non siamo noi a scriverlo per la prima volta, però ci sentiamo di precisare come, effettivamente, il reale ritorno dell'otto volto iridato sia da tributare al Gran Premio del Made in Italy e della Emilia-Romagna. La MotoGP di Misano è stata così ricca di temi, da averne perso il conto. Chi si è ritrovato è proprio lui. MM93.

In questa stagione per lui complicata e tuttavia di rientro alla piena attività, il catalano del team Repsol HRC aveva già portato al successo la Honda RC213 V al Sachsenring, in Germania. Mesi dopo, si è ripetuto negli USA, ad Austin. Tracciati favorevoli, perché - stando ai commenti dei critici e basandoci sui feedback offerti dal pilota - da affrontare in senso antiorario.

Quindi, con la tendenza di voltare spesso (e per lui volentieri) a sinistra. Manovre di tal genere, pare, siano da considerarsi congeniali al ventottenne di Cervera, perché il leso e poi guarito braccio destro ne soffrirebbe di meno, comunque solo in parte. Tuttavia, Misano curva perlopiù a destra e, per giunta, è casa di Valentino Rossi e Ducati. Sì, Marc Marquez è tornato.

A casa di Rossi erano tutti per Valentino


Marc è acerrimo nemico di Valentino, come potremmo negarlo? Il weekend del Gran Premio ha catalizzato quasi tutta l'attenzione sull'addio (chissà, magari si è trattato di un "arrivederci'" del campione di Tavullia, che a Misano correva la sua gara di casa, in tutti i sensi.

Lì vicino Valentino è nato, è cresciuto, ci ha vinto. Ed il popolo giallo era tutto per lui. Però, al Marco Simoncelli ci ha vinto pure Marquez, ieri non per la prima volta. A differenza del successi firmati MotoGP colti nel 2015, 2017 e 2019, l'affermazione di domenica scorsa gli porterà un significato speciale, pesante. 

Riuscire a tagliare il traguardo in testa proprio nel giorno del numero 46 potrebbe avergli conferito una forza psicologica fondamentale ed ulteriore, dato che aveva espressamente ammesso di averne bisogno, con l'aggiunta di una spinta a favor della consapevolezza: anche nei momenti meno favorevoli ed in campo "nemico", ora tutto gli sarà possibile.

L'aiuto involontario di Bagnaia


Pecco stava disputando una gran gara, altroché. Bagnaia guidava autoritario ed autorevolmente il Gran Premio, prima di stendersi nella ghiaia. Il ducatista ha gettato una buona occasione tra i sassi, però non passibile di bocciatura o cattivo giudizio.

Ci ha provato e basta, esagerando. Fa parte del mestiere e, quando si è così al limite, la scivolata è da mettere in conto. L'episodio ha, in ogni modo, spianato la strada di Marc Marquez, pronto ad approfittarne. Giustamente. Ed ha vinto, ponendo l'ottantacinquesimo sigillo di carriera.

Si può dire che il portacolori Honda sia stato fortunato, è vero. Possiamo dire che sia stato bravo, certo. Affermiamo quanto fosse pure spietato. Fortunato, perché Bagnaia è caduto e lui ha vinto. Bravo, perchè era secondo e distante dagli inseguitori. Spietato, tanto da non importargliene dell'addio di Rossi alla sua Misano. Il vero Marc Marquez è tornato.

Pure Honda è tornata. Perlomeno a Misano


A Misano abbiamo ammirato il miglior Pol Espargarò versione 2021. Ovviamente, il secondo posto ottenuto nel Gran Premio sostiene la tesi, ma c'è di più. Il fratello di Aleix sembrava davvero a suo agio sulla quattro cilindri di Tokio, sin dalle prove libere, passando dalle Qualifiche. 

Questione di tempi sul giro e stile di guida finalmente adatto. O adattato, vedremo. Di fatto, l'ex iridato Moto2 ed ormai esperto nome della classe regina, ha sfruttato la sua RC213 V, ritenuta ripetutamente "complicata e difficile da capire". Evidentemente, ieri l'ha capita.

Adesso restano due tappe mondiali. Portimao e Valencia, in suolo iberico. Laggiù vedremo subito due cose: se Marc Marquez sia davverto tornato - e per noi lo è, eccome se lo è - e se Honda è pronta a recitare il ruolo di regina 2022. Se così sarà, la concorrenza trascorrerà un inverno intenso e carico di pensieri.

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