Pol Espargaro: “Marquez non si sarebbe infortunato con la giusta elettronica”

Pol Espargaro: “Marquez non si sarebbe infortunato con la giusta elettronica”

"Esattamente come la mia caduta di Valencia, l'infortunio è stato causato dal mancato funzionamento di un ramo dell'elettronica, che le case non sono abilitate ad usare. Il regolamento dovrebbe cambiare"

18 novembre

Pol Espargarò è tornato in pista. Lo spagnolo non ha vissuto un weekend felice nell’ultimo appuntamento stagionale di Valencia, ma fortunatamente qualche giorno di riposo è bastato per ritrovare le energie con le quali tornare in sella. Il volo al Ricardo Tormo però non è un caso chiuso, con Pol che svela un retroscena molto importante.
 
“Con l’elettronica attuale i team possono lavorare solo sulla gestione dello scivolamento “normale”, ma ora abbiamo a che fare con uno scivolamento laterale, per il quale c’è una funzione dell’elettronica che nessuno è autorizzato a usare. Credo che questa cosa andrebbe modificata nel regolamento 2022, perché questa area dell’elettronica avrebbe evitato tanto cadute, ad esempio la mia di Valencia o quella di Marc a Jerez, che gli ha procurato la rottura dell’omero. E’ un qualcosa che non migliora le prestazioni, ma evita delle cadute”.
 
Ad ogni modo come detto Espargarò è tornato in pista, svolgendo ben 45 giri.
 
“Non pensavo di poter fare 45 giri, e onestamente parlando mi sento distrutto. Non ho provato tanto dolore, ma il mancato allenamento dei giorni scorsi si è fatto sentire. Il vento inoltre non ha aiutato, ma oggi ho potuto lavorare sull’assetto della moto 2021, mentre domani proverò la 2022 quindi sarà una giornata importante”.

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Lo spagnolo dunque ha preferito guidare nel day one la Honda 2021, ma le aspettative sulla 2022 non mancano.
 
“Dopo la caduta era importante sentirmi bene con la moto usata quest’anno, anche sotto il punto di vista delle gomme. Non avrei potuto provare la moto 2022 prima di non aver fatto le prove generali con la 2021: domani avrò a disposizione due moto nuove, con una base simile ma cose diverse. Oggi credo che Alex (Marquez ndr) e Taka (Nakagami ndr) se le siano scambiate durante la giornata”.
 
La missione della nuova moto è chiara, almeno sulla carta.
 
“Dobbiamo ottenere più sicurezza sul posteriore, quindi avere la gomma più attaccata a terra per evitare ad esempio gli highside. Anche in ingresso il posteriore non ci ha permesso in passato di essere efficaci, e questo si ripercuote anche sull’uscita. Un altro punto legato al posteriore è la difficoltà avuta nel mandare in temperatura la gomma. Nel complesso quindi il punto da cui siamo partiti per creare la moto nuova è l’aderenza sul posteriore: se saremo riusciti a migliorare sotto questo aspetto potremo eliminare tanti problemi”.
 
I primi risultati sembrano sorridere al progetto Honda, che ha messo Nakagami in prima piazza.
 
“Non ho parlato con i piloti ma con i tecnici. Certamente Taka è stato rapido, ma d’altronde nel corso dell’anno abbiamo fatto dei passi avanti, e mettendo tutto insieme in una nuova moto i risultati possono essere ottimi. Ho parlato con Bradl e sembra che abbiamo trovato quello che stavamo cercando”.

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