Esclusiva, Rins: “Il ritorno di Brivio? Mi piacerebbe, manca una figura come la sua”

Esclusiva, Rins: “Il ritorno di Brivio? Mi piacerebbe, manca una figura come la sua”© Getty Images

Lo spagnolo si racconta: "Il 2021 in pista è stato molto complicato: sono caduto troppo frequentemente, ma allo stesso tempo è un anno che non dimenticherò, perché sono diventato padre. Voglio riscattarmi con Suzuki: e se tornasse Davide..."

20 gennaio

Difendere il titolo è più difficile che vincerlo, si dice, e la Suzuki lo può confermare. Trionfatrice dopo 20 anni grazie a una stagione regolare e attenta di Joan Mir nel 2020, nella scorsa annata la Suzuki ha visto sia il maiorchino che il compagno di squadra Alex Rins affacciarsi sulla scena iridata con l’obiettivo di mantenere l’ambito trofeo ad Hamamatsu, ma così non è andata. Mir ha lottato, chiudendo terzo, per Rins invece l’anno è stato decisamente complicato.

Tredicesimo il suo piazzamento finale, soltanto 11 le gare in cui è andato a punti sulle 18 in programma, e soltanto un podio firmato nel 2021, a Silverstone dove due anni fa vinse in volata contro Marc Marquez. Tante, troppe le cadute, in gara ma non soltanto, dato che a Barcellona si è infortunato il giovedì, percorrendo la pista in... bicicletta. Ci ha pensato la vita privata a regalargli soddisfazioni, con l’arrivo di Lucas, primogenito del pilota che si appresta a vivere la sesta stagione con la Suzuki.

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Troppe cadute


Escludendo l’annata da rookie, quella appena trascorsa è stata la stagione più difficile per te in MotoGP, come te lo spieghi?

“Soprattutto l’inizio è stato molto duro. C’era la velocità ma non riuscivo a finire le gare, cadevo sempre. È stato molto complicato per tutte le cadute, per l’irregolarità che ho avuto e per tutto quello che è successo. Non ho viaggiato nelle posizioni desiderate, perché mi sarebbe piaciuto stare davanti e vincere le gare. Quantomeno ho trovato qualcosa di buono nella moto che mi ha permesso di chiudere meglio la stagione”.

Qual è stato il momento più difficile?

"Forse la gara del Mugello: arrivavo da alcune cadute e, pur guidando senza pressione, sono scivolato anche nel GP italiano".

Cosa pensa un pilota che cade molte volte?

“Passano per la testa parecchie cose, ma dietro di me c’è un team di persone, compresi i miei sponsor come per esempio Nolan, a supportarmi. Grazie a loro i momenti più difficili si superano meglio”.

Il rapporto con la Suzuki


Quanto ti ha aiutato la Suzuki a superare questo momento?

“Siamo rimasti uniti. Naturalmente ci sono stati momenti buoni, altri più difficili, momenti di calo, ma hanno sempre provato a starmi vicino. Il semplice fatto che loro fossero con me, nella buona e nella cattiva sorte, mi ha aiutato”.

Cos’è mancato alla Suzuki per lottare per il titolo?

“Sinceramente ci sono mancate alcune piccole cose, che sono arrivate tardi rispetto ai nostri avversari. Per esempio il rear device (l’abbassatore di assetto della moto, ndr), a noi è arrivato a metà stagione quando gli altri lo usavano già da tempo. Con l’equilibrio che c’è oggi in pista, quei pochi decimi che guadagni con una novità si notano molto”.

Questo nuovo elemento vi ha dato questo aiuto?

“Sì, fa molta differenza, soprattutto in uscita di curva perché la moto resta più bassa e aiuta l’accelerazione”.

Ripensando al 2021, ti sei pentito di qualcosa?

“No. È vero che ci sono state alcune gare nelle quali, dopo che sono caduto, ho pensato che avrei potuto fare meglio, senza rischiare tanto, magari restando dietro, ma alla fine questo è il mio modo di essere. Quando sono lì, con la possibilità di ben figurare, provo a spingere”.

Ti appresti a vivere il sesto anno con la Suzuki, come racconteresti la vostra storia?

“È già passato molto tempo. Sto molto bene con loro, mi appoggiano, hanno fiducia in me da tanto e continuano a credere nelle mie capacità. Sono felice di far parte di questa squadra”.

Per quanti anni ancora vuoi rappresentare la Casa di Hamamatsu?

“Sono aperto a tutto, la Suzuki si sta comportando in maniera fantastica con me, mi piacerebbe continuare con loro”.

Cosa ti aspetti dal 2022?

“Spero che potremo avere una moto migliore. Nei test abbiamo provato la nuova versione della GSX-RR e sono stati compiuti dei passi in avanti. Spero di essere più competitivo”.

Cosa vorresti avere del tuo compagno di squadra Mir?

“La sua regolarità”.

La lezione da imparare dopo il 2021


Nel 2021 sei anche diventato padre, cos’è cambiato?

 “La paternità mi ha cambiato, ma non tanto. Intendo dire che al momento continuo a essere la stessa persona di prima e faccio le stesse cose. Sono soltanto più felice di avere Lucas e mia moglie al mio fianco per avere il loro appoggio”.

Da un anno così difficile, cosa ti resta di positivo?

“L’esperienza maturata in ogni circuito, perché alla fine ogni caduta insegna qualcosa, e tutto il lavoro che ho svolto con il team. Tutto questo viene via con me in vista della nuova stagione, per evitare di commettere gli stessi errori”.

Cosa ti ha insegnato in particolare la stagione 2021?

“Mi ha insegnato a gestire meglio le gare, e a essere padre”.

Si è ritirato Valentino Rossi, uno dei tuoi punti di riferimento: come sarà la MotoGP senza di lui?

“Sono fortunato ad aver condiviso la pista con lui. Ora c’è un equilibrio massimo in MotoGP e anche se nell’ultimo anno non è stato troppo competitivo, nel 2020 in qualche gara riusciva a stare davanti, pur avendo più di 40 anni. Questo è incredibile, è magico”.

Il 2021 è stato il primo anno senza Davide Brivio nel box, quanto ha pesato?

“Onestamente è stato un po’ complicato. La figura di un manager in un team è necessaria. Pensavo che tutto potesse andare comunque bene, ed è andata così, ma una figura del genere è mancata”.

Vorresti che tornasse?

“Sinceramente mi piacerebbe, sì. Quando è uscita la notizia del suo possibile ritorno gli ho scritto su Whatsapp: ‘Dai Davide, torna che mi piacerebbe’. Mi ha detto che ha ancora un anno di contratto in F1 e che pensa di continuare. Ho un rapporto molto speciale con lui. Dovessero chiedermi un parere, sarei favorevole al suo ritorno”.

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