Dovizioso: “Razali? Già negli anni passati ha fatto dichiarazioni strane”

Dovizioso: “Razali? Già negli anni passati ha fatto dichiarazioni strane”© Luca Gorini

Andrea commenta: "E' una brava persona, ma in certe situazioni non sa comportarsi. Traffico? Serve pià rispetto"

2 giorni fa

Non è stato un Day 1 positivo quello di Le Mans per Andrea Dovizioso, che oltretutto deve fare i conti anche il “fuoco amico”. Il Team Principal del team RNF Razlan Razali infatti ha infatti accusato il suo pilota di essere troppo ingegnere e poco pilota, ma la cosa non sembra toccare particolarmente il forlivese.
 
“In questo momento le parole di Razali - commenta Andrea - non sono un problema per me, e non mi fanno effetto. Ho un ottimo rapporto con lui, anche se non conosce bene il paddock, quindi non sa comportarsi in certe situazioni. Già negli anni passati ha fatto dichiarazioni strane, ma non è un problema, sono concentrato sull’essere più competitivo. Non è dentro la parte tecnica, come normale che sia. Stiamo parlando del nulla. Quando persone che conoscono i dettagli commentono dimostrano di avere dei limiti, ma non mi interessa”.
 
Oggi il traffico in pista non è mancato, ed altri piloti hanno parlato di cattivo esempio per i giovani della Moto3. Che ne pensi?

“Non è questione dei piloti della Moto3, che sono bravi da soli a fare disastri, ma certamente dobbiamo fare meglio. Un errore in moto ci può stare, perché fatichi a vedere certe cose, ma alcuni vedono e non si preoccupano di essere in mezzo. Questo non va bene, è una questione di rispetto e maturità. In queste situazioni i piloti veloci si lamentano di più perché vorrebbero la pista solo per loro, cosa che non può esistere. L’importante è guardarsi una volta di più dietro, e farsi da parte: sarebbe meglio all’interno, anche se la maggior parte dei piloti si mette all’esterno, cosa che condiziona chi sta arrivando”.

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Dovizioso: "Ci hanno proposto le penalità della Moto3, ma non è la soluzione giusta"


Cosa si può fare per rimediare?

“Ci è stato proposto di inserire le penalità della Moto3, ma non è la cosa più giusta, perché subentrerebbero tante dinamiche che andrebbero gestite solo in pista. Ovviamente se i problemi continuano è giusto fare qualcosa, anche perché spesso finché non prendi delle contromisure ognuno si fa gli affari proprio. Alcuni piloti danno poca importanza agli altri”.
 
Parlando di futuro, hai già pensato ad un ruolo in questo mondo che non sia quello del pilota?

“Avendo vent’anni di esperienza non rispondo come vorrei (ride ndr). Al momento non vedo cose che mi interessano più di tanto, ma nella vita le cose possono sempre cambiare. Ora sono concentrato sul migliorare in sella”.

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