Com’è guidare una MotoGP senza un'ala? Il racconto di Brad Binder

Com’è guidare una MotoGP senza un'ala? Il racconto di Brad Binder

Nel GP di Francia il pilota KTM Brad Binder lotta senza un ala per cercare di finire la gara più avanti possibile

Vi siete mai chiesti a cosa servano le alette montate sulla parte anteriore della moto, sotto il cupolino? Beh ce lo spiega Brad Binder che nello scorso weekend a Le Mans si è ritrovato a guidare senza l’ala sinistra.

Problemi con l'aerodinamica


Sebbene sembrino insignificanti, seppur molto aggressive, le ali sono quelle appendici che rendono la moto molto più stabile, sia in rettilineo che, soprattutto in curva. Queste, spingono a terra l’anteriore della moto mantenendo la gomma a contatto con il terreno, offrendo quindi più grip.

Partito dalla diciottesima posizione domenica scorsa, Binder ha effettuato una delle sue migliori partenze, ma subito dopo, al quarto giro, si è ritrovato protagonista di un contatto con Zarco, in cui ad avere la peggio è stata proprio l'aletta sinistra della RC16. Il pilota KTM, quindi, ha dovuto affrontare una gara intera con l’aerodinamica "sballata". 

"Il grosso problema è che la moto trema molto. Perché tira di lato tutto il tempo, quindi ogni volta che devi dare un input allo sterzo, inizia a oscillare, la devi tenere molto più forte e ti toglie l'opportunità di riposarti sui rettilinei, perché devi sempre compensare. È stata una gara lunga. È stata dura" ha spiegato Brad al sito della MotoGP. 

Binder: "Difficile guidare con un'ala sola, avevo braccia e gambe esauste"


Il sudafricano ha concluso la gara ottavo, aiutato anche dalle molte cadute, ma sicuramente ci ha messo del suo per arrivare a fine gara senza cadere e in una posizione così buona. De resto, sarebbe stato meglio perdere entrambe le appendici, piuttosto che dover guidare senza una sola aletta.

"Sono davvero felice di essere arrivato ottavo, ovviamente ci sono state molte cadute davanti a noi, ma a prescindere, tutto sommato, possiamo partire da qui felici, perché è stato davvero molto fisico e difficile guidare con un'ala - ha aggiunto Binder -. È stato piuttosto frenetico. Ho dovuto faticare molto con le braccia, e poi quando erano esauste, stavo usando le gambe e quando le mie gambe erano morte, stavo solo aspettando che i giri finissero, ad essere onesto”.

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