MotoGP, Mir in crollo verticale: Joan, dove hai la testa?

MotoGP, Mir in crollo verticale: Joan, dove hai la testa?© Luca Gorini

Dopo l'annuncio dell'addio Suzuki alla MotoGP, il maiorchino appare distratto e demotivato: "È uno dei momenti più difficili della mia carriera" 

Joan Mir è in caduta libera, assieme all’intero team Suzuki. Un crollo verticale che ha avuto inizio quando la Casa di Hamamatsu ha annunciato l’addio alla MotoGP a fine 2022.

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Mir in crisi


A dirlo sono i numeri: dal momento dell’annuncio, avvenuto ufficialmente il 12 maggio, Mir ha raccolto solamente un quarto posto nel GP Catalunya, unico risultato positivo in una striscia di tre ritiri in quattro gare tra Francia, Italia e Germania.

Tre “zeri” in classifica arrivati dopo altrettanti errori da parte del maiorchino, pilota ritenuto tra i più costanti del Motomondiale e adesso in piena crisi, motivazionale e di risultati.

È proprio sulla costanza che Joan aveva costruito il successo iridato del 2020, quando regalò l’iride MotoGP alla Suzuki inanellando 11 risultati utili su 14 GP disputati (non facciamo menzione del Qatar perché la top class non prese parte a quel Gran Premio), qualità che sembra smarrita in questo scorcio di 2022.

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La caduta del Sachsenring, arrivata dopo il tentativo di difendersi dall’attacco di Oliveira, è la fotografia del momento vissuto dal #36: “Ho perso terreno in accelerazione e sentivo una moto arrivare: era quella di Miguel - ha raccontato Mir a proposito dell’errore commesso - poi ho frenato, lui era sulla traiettoria interna, eravamo abbastanza vicini. Rimanere in piedi frenando sulla parte sporca dell’asfalto era praticamente impossibile, una valutazione errata che un pilota del calibro di Mir non dovrebbe commettere: “Mi è bastato uscire un po’ dalla linea ideale per perdere l’anteriore”.

Una scivolata banale, quasi figlia della distrazione, e non potrebbe essere altrimenti viste le tante voci di mercato che circondano il portacolori Suzuki, in cerca di una sella per il 2023 e sempre più vicino alla firma con Honda HRC.

La mancanza di certezze ha sicuramente minato la fiducia di Joan, che non si nasconde: “Questa è la prima parte di stagione più difficile della mia carriera – l’ammissione del due volte campione del mondo - ma sono le difficoltà a renderti più forte, voglio credere questo”.

Un Mir che si trascina verso la fine della stagione, sperando di concludere l’anno con qualche risultato di rilievo: “Ad Assen sono sempre stato competitivo, vedremo cosa potremo fare nel prossimo weekend. Adesso l’obiettivo è andare in ferie con il miglior feeling possibile”.

Obiettivi davvero miseri per un pilota che puntava, a inizio stagione, al bis iridato in classe regina e che adesso vivacchia in attesa di finire il campionato.

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