Luca Marini alla ribalta, la crescita costante del pilota meno atteso

Luca Marini alla ribalta, la crescita costante del pilota meno atteso© Getty Images

Negli ultimi 4 GP il fratello di Valentino Rossi ha finalmente mostrato il suo valore, affacciandosi costantemente nella top-five 

In casa Ducati c'è molto fermento per decidere chi affiancherà Pecco Bagnaia nella squadra ufficiale della prossima stagione. A tal proposito i nomi di riferimento sono quelli di Enea Bastianini e Jorge Martin, i due giovani piloti Ducati che più hanno impressionato nelle ultime due stagioni. Tuttavia, nelle ultime gare la rivelazione in casa Borgo Panigale è stata senza dubbio quella di Luca Marini, probabilmente il pilota meno quotato all'interno della gerarchia Ducati, a causa di un anno da rookie in cui ha faticato più del previsto e di un inizio di stagione in cui in più occasioni ha avuto la peggio anche nei confronti del compagno di squadra, nonché rookie, Marco Bezzecchi. 

La calma alla base della crescita


Nelle ultime gare però qualcosa sembra essere cambiato, per un pilota che sta iniziando a capire come interpretare la GP22. La calma, la pazienza e la fiducia sono alla base della crescita del 25enne italiano, che passo dopo passo si è avvicinato alle zone alte della classifica. In tal senso è probabilmente servito da ulteriore sprone il buon inizio di Marco Bezzecchi, salito alle luci della ribalta grazie alle performance mostrate. Come affermato dallo stesso pilota italiano il cambio di passo è avvenuto in occasione del GP di Le Mans e proseguito con i due sesti posti del Mugello e di Barcellona fino al quinto posto del Sachsenring. Un processo di miglioramento passato per due punti fondamentali: il feeling con l'anteriore e la gestione della corsa.

I miglioramenti di Marini, infatti, sono avvenuti in concomitanza con la crescita sempre maggiore delle sensazioni con la gomma davanti, tale da permettergli di spingere in staccata come vorrebbe. Inoltre, il pilota Ducati è sempre stato abile sul giro secco, sin dalla passata stagione, e la prima fila raggiunta al Mugello è stata un'ulteriore conferma; quello che però è mancato fino a qualche gara fa, era la costanza e la gestione della corsa. Un fattore dove si stanno notando grandi miglioramenti in virtù di un allenamento fisico diverso (rispetto all'anno scorso) effettuato durante l'inverno, che adesso sta rendendo in termini di prestazione, di concerto con una conoscenza sempre maggiore della sua moto.

Manca il guizzo decisivo


Alla base di questi miglioramenti c'è sicuramente un approccio al weekend di gara che se fino ad ora era stato quasi d'ostacolo relativamente alla velocità di risultati da ottenere, adesso sta dando i suoi frutti. Un approccio molto metodico, passando per un processo d'adattamemto della moto verso il pilota e viceversa. Dei piloti Ducati ed in generale di tutti i piloti di nuova generezione recentemente approdati in top class, Marini era caduto in una sorte di limbo dell'anonimato, dal quale adesso sta uscendo, attraendo inevitabilmente su di sè le attenzioni.

Un punto di forza del pilota italiano è sicuramente la forza mentale, nonché la virtù della pazienza; ciò che manca adesso è quel guizzo in grado di far capire di poter stare a livello dei migliori. Del resto stiamo parlando pur sempre di un pilota che nella classe di mezzo è riuscito a vincere delle gare, 6 per la precisione, e che è stato in lizza per un mondiale, nel 2020, concludendo da vice-campione alle spalle di Enea Bastianini. Il team ufficiale non sembra essere alla portata nel breve periodo ma è ormai chiaro che da qui alla fine della stagione Marini può giocarsi tanto, tra cui una possibile scalata nelle gerarchie Ducati.

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