GP Assen, Marini: “È una pista completamente diversa ma sono pronto”

GP Assen, Marini: “È una pista completamente diversa ma sono pronto”© Luca Gorini

Il pilota VR46 dopo la Germania è carico per la gara di Assen e punta in alto anche qui

Tutto l’entourage del paddock è già in Olanda e nella giornata del Media Day, il giovedì, i piloti parlano degli obiettivi del weekend che li aspetta. Luca Marini, portacolori del team VR46 ha chiuso sul circuito del Sachsenring in quinta posizione dimostrando la sua adattabilità alle varie condizioni. Ora si corre nei Paesi Bassi e “Maro” si prepone degli obiettivi: “Mi sento molto bene. Ho un gran feeling in queste ultime gare. Il TT di Assen è un circuito completamente diverso da tutti gli altri. Sarà difficile fare previsioni. Anche il meteo sarà un aspetto importante da controllare.” E pensando già alla gara di domenica il fratello di Valentino Rossi posiziona l’asticella relativamente in alto: “Per questo round vorrei piazzarmi entro i top 10, sarebbe perfetto stare nei primi cinque.”

Luca: “Aprilia, Ducati e Yamaha le migliori”


Questa stagione è ancora molto aperta. Infatti questo campionato ha molto da dare. È davvero equilibrato sono tante le case che sono migliorate negli ultimi tempi. Anche Marini la pensa così e, facendo il punto della situazione, elogia tre team, mettendo poi in evidenza le difficoltà della Honda: “Quella che si è migliorata di più forse ora è l’Aprilia perché ha fatto un vero e proprio balzo in avanti in termini di sviluppo nell'ultimo periodo. La Ducati è molto competitiva come moto anche se sin dall’anno scorso lo era. Sicuramente abbiamo fatto dei passi in avanti in questo 2022, ma relativamente perché la base era già buona. Sulla Yamaha penso, che seppur tanti si lamentano, sia un ottima moto, infatti vediamo come Fabio vada davvero forte. La Honda, invece, sta faticando. È instabile in curva si vede quando gli si sta dietro. Fatica molto.”

Il valore della moto e quello del pilota


In un campionato così equilibrato, quanto conta la moto rispetto al pilota? Marini prova a rispondere prendendo in esame la situazione in Casa Yamaha, dove Quartararo sembra essere l'unico in grado di far funzionare la M1. “Secondo me se la moto arriva prima vuol dire che va bene, riesce ad andare forte. Sicuramente Quartararo sa guidarla nel migliore dei modi. Però, se un pilota vince sulla stessa tua moto vuol dire che il margine per trionfare c’è, anche per le altre Yamaha. A mio parere ognuno deve adattare il proprio stile di guida alla moto per cercare di giudare al meglio. Poi, che la Yamaha sia costruita per adattarsi alle caratteristiche del campione francese questo è probabile, o meglio Fabio riesce con il suo stile di guida a fruttarne meglio le qualità”.

Poi descrive come la moto di Borgo Panigale,  al contrario, sia più adattabile e guidabile per tutti i piloti: “Ad esempio il discorso Ducati è diverso. Perché, seppur guidata da tanti piloti diversi con stili diversi, riesce sempre a posizionarsi nelle prime caselle.”

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