di Federico Porrozzi Alla vigilia della quarta gara della stagione 2016, possiamo fare un primo mini-bilancio della presenza italiana nel mondiale Moto2. I due piloti in grado di tenere alta la bandiera tricolore nelle prime tre uscite ufficiali sono stati Simone Corsi e Franco Morbidelli. COSTANZA - Il 28enne romano, passato quest’anno alla SpeedUp, sembra trovarsi meglio su questa moto rispetto alla Kalex delle stagioni precedenti: è seguito da Luca Boscoscuro ed è l’unico pilota del Team. Ha una squadra concentrata unicamente su di lui e questo aspetto, a livello mentale, sembra essere un’arma in più per Simone. Che, però, deve trovare costanza di risultati al top e soprattutto credere maggiormente nel suo talento e nel suo potenziale: a 28 anni è arrivato il tempo della maturità e, quindi, di tirare fuori il carattere e l’esperienza maturata in quindici anni di Motomondiale. Al suo settimo anno nella Moto2 (e sette podi totali) ha aperto la stagione con un buon terzo posto in Qatar, compiendo poi un mezzo disastro in Argentina (20esimo senza mai brillare) e tornando nelle prime posizioni ad Austin, dove ha chiuso sesto. L’anno scorso, a Jerez, finì ottavo. Quest’anno, se vorrà davvero aggiungersi a Lowes (leader lontano 21 punti in classifica), Rins, Zarco ma anche a Luthi, Aegerter e Folger per la lotta al titolo dovrà essere più costante nella zona podio. Provando, già dal round spagnolo, a centrare quella prima vittoria che ancora gli manca. MATURITA’ - Morbidelli, 21 anni romano (ma tavulliese d’adozione) passato quest’anno alla Kalex del Team Marc VDS, è alla sua terza stagione in pianta “stabile” nella Moto2 dopo l’esperienza vincente nell’Europeo Stock 600. E’, per età e talento, uno dei piloti più promettenti della categoria ma, un po’ a causa degli infortuni e un po’ per errori di inesperienza, non è ancora riuscito a correre stabilmente al top. Nei primi due anni ha chiuso spesso le gare nella top ten, a volte anche tra i primi cinque e in un’occasione è salito sul podio (terzo posto a Indy 2015). I primi round della stagione appena iniziata sono state un mix di sfortuna: in Qatar era in lotta per la vittoria prima che la penalizzazione (a causa di una partenza anticipata) lo relegasse al settimo posto. In Argentina una scivolata mentre si trovava al secondo posto gli ha fatto dire addio ai sogni di gloria mentre ad Austin non è riuscito ad andare oltre il 14esimo posto. A Jerez, nel 2015, finì sesto ma a 12 secondi dal vincitore. Quest’anno servirà una gara di tutt’altro tipo, anche per provare a recuperare una prima parte di quei 36 punti che lo separano in classifica generale da Lowes.