Del progetto umanitario della Fondazione Simoncelli vi abbiamo già dato conto (leggi qui). Ma il babbo del SIC è impegnato su molteplici fronti. E quello agonistico non è certo secondario. Ci ha messo un po' per tornare nel paddock del Motomondiale: l'incidente che ci ha portato via Marco Simoncelli è avvenuto il 23 ottobre del 2011 e da allora Paolo ha deciso di non guardare nemmeno più la MotoGP. Fino all'inizio di quest'anno, quando ha formato la sua squadra per la Moto3 iridata. Nel frattempo, però, aveva cominciato ad allevare i suoi "pulcini" nel CIV, il tricolore di velocità, e poi anche nella Moto3 Junior, il "mondialino" nel contesto del CEV.

E adesso, in occasione del GP di Misano, sul circuito intitolato al suo Marco, Paolo Simoncelli ha svelato anche gli obiettivi per il 2019. “Il nostro progetto è di fare Moto2 nel 2019, speriamo di riuscirci. Sognare non costa niente”, dice.

"Devo dire che ho sempre fatto l’imprenditore, non è difficile gestire una scuderia. La cosa che mi ha sorpreso è che gli sponsor storici di Marco hanno voluto esserci in questo da subito e altri nuovi si sono aggiunti strada facendo”, aggiunge Paolo Simoncelli.

ARRIVA ANTONELLI - Il babbo del SIC fa poi il punto sulla situazione attuale. “Non pensavo di dover cercare un altro pilota. Ma Tony (Arbolino, ndr) se ne va e quindi siamo stati costretti a pensare ad un sostituto”, dice.  "Abbiamo avuto un contatto con Antonelli, lui è felicissimo di venire con noi e noi di averlo. Quindi l’anno prossimo saranno lui e Tatsuki”. Un talento italiano, targato VR46 Academy, per un altro talento tricolore.

“Speriamo di fare bene e sono anche contento per Niccolò che non sta passando un momento un po’ difficile, forse l’aria di casa gli farà bene”, conclude Paolo Simoncelli.