Con la scalata al titolo in corso, vietato commettere errori e soprattutto… prendersi rischi inutili. Un pensiero recitato come un mantra, nel casco, che finisce col condizionare l’andamento di una gara combattuta, più sul filo del buon senso, che assecondando l’istinto per la vittoria. Vince Quartararo, ma il secondo posto assicura a Pecco Bagnaia un ricco bottino di punti in chiave mondiale.

LA GARA - Scatta il semaforo ed è subito bagarre. A dettare il ritmo davanti sono Bagnaia, Quartararo e Baldassarri, inseguiti molto da vicino da Vierge e Oliveira. Il gruppo pian piano si sgrana. Quartararo, davanti, e Bagnaia, che gli tiene il muso infilato negli scarichi, allungano sugli altri giro dopo giro. Tra i piloti in pista, pochi sorpassi e tanta strategia di gomme per arrivare nel migliore dei modi alla volata finale. Il primo tentativo di attacco, da parte di Bagnaia alla leadership di Quartararo, arriva a quattro giri dalla fine. Il francese tiene ma Pecco gli rimane incollato. Il secondo posto andrebbe già bene in chiave mondiale ma i 5 punti in più, di una ipotetica vittoria, fanno gola. All’ultimo giro un nuovo tentativo di attacco ma il francese fa muro: seconda vittoria in carriera per Fabrizio Quartararo.

IL PODIO alla fine si compone così: Quartararo, Bagnaia, Baldassari, con due italiani, quindi, nei primi 3 posti di una gara, come detto, globalmente più tattica che emozionante. Alle spalle del trio di testa termina 4° Oliveira, seguito da Marquez, quinto, e Binder, sesto. Risultato sotto tono per Alex Marquez, che alla vigilia nutriva grandi aspettative per il week-end di Motegi. Chiudono la Top Ten, in questo preciso ordine, Fernandez, Vierge, Lecuona e Luca Marini.

QUI tutti i risultati nel dettaglio con l’ordine di arrivo completo.